Raccolta di fondi per il piccolo Daniele: deve subire una operazione in Arizona

Parte dal quartiere di Partanna Mondello e si estende all’intera città di Palermo la gara di solidarietà per il piccolo Daniele, un bambino di 5 anni che soltanto un intervento chirurgico del prof. Michael Lawton, in Arizona, potrebbe risolvere.

Un anno fa, Daniele, comincia ad accusare delle terribili fitte alla testa con ripetuti conati di vomito. La corsa in ospedale dei genitori e dopo diverse degenze ospedaliere e una serie di visite specialistiche tra Palermo e Messina (trasportato in elisoccorso), e una serie di accertamenti tra Tac e risonanze magnetiche riscontrano l’anomalia in una malformazione arterio – venosa cerebrale congenita, chiamata MAV.

L’acronimo MAV sta per “malformazioni artero – venose”, patologie complesse che consistono in anomalie vascolari in cui le arterie, spesso ipertrofiche, confluiscono in una o più vene di scarico saltando il letto capillare (che fisiologicamente riduce la pressione). Per questo motivo gli scarichi venosi sono sottoposti a un regime pressorio anomalo a carico degli scarichi venosi che possono andare incontro a rottura o trombosi con tutte le conseguenze del caso. Possono dare emorragie, crisi epilettiche cefalee etc. Nella normale circolazione, il sangue viene spinto dal cuore nelle arterie, fino a raggiungere i capillari e da questi raggiunge le vene che diventano via via più grandi fino a ritornare al cuore. Nelle MAV il circolo arterioso e quello venoso sono in diretta continuità.

Questa condizione di aumento del flusso ematico espone ad un aumentato rischio di rottura della parete vascolare: questa è la causa di emorragia cerebrale. Infatti nel suo caso i mal di testa derivano da un’emorragia cerebrale che è in atto. Quando Daniele non ha sintomi torna ad essere il bambino di sempre, con la sua allegria, vivacità, intelligenza e simpatia, ma purtroppo questa condizione è a rischio.

Da Messina decidono il trasferimento all’ospedale Gaslini di Genova dove sottopongono il bambino a nuove indagini e ad una serie di consulenze specialistiche riuscendo a trovare un chirurgo disposto ad eseguire un intervento di “embolizzazione”, una procedura non-chirurgica, che rientra nell’ambito della radiologia interventistica.

“La metodica – si legge nei manuali – consiste nell’occlusione selettiva di uno o più vasi arteriosi o venosi che riforniscono la lesione. L’embolizzazione si ottiene con l’uso di particolari materiali e/o sostanze, che vengono introdotte attraverso cateteri per via endovascolare”. Dopo l’intervento e la degenza torna a Palermo per riprendere una vita “normale” ma dopo sei mesi Daniele ricomincia ad accusare fitte lancinanti facendo ripiombare nella disperazione la famiglia. Ancora corsa in ospedale e indagini che fanno scoprire un aneurisma che a Palermo non possono trattare, ma questa volta neanche a Genova se la sentono di intervenire perché troppo rischioso.

Il consiglio è quello di farlo trattare dall’unico che può aiutarlo definitivamente con un’operazione chirurgica, altrettanto rischiosa ma necessaria: Michael Lawton, presidente e CEO del Barrow Neurological Institute di Phoenix in Arizona e presidente del Dipartimento di Neurochirurgia. Ha ottenuto la certificazione dall’American Board of Neurological Surgery.

Lawton, già lo scorso anno aveva conosciuto il caso di Daniele e presto rivedrà tutti gli esami fatti di recente e fisserà un incontro per poter visitare il bambino, ed eventualmente procedere all’intervento chirurgico. Daniele e i suoi genitori, che non hanno denaro per raggiungere la clinica in Arizona e affrontare le spese mediche che negli USA non sono gratuite, dovranno comunque recarsi dal Dr Lawton ecco perché si è instaurata una corsa contro il tempo per raccogliere i fondi necessari con la campagna “AIUTA IL PICCOLO DANIELE” attraverso una sottoscrizione raggiungibile al link: www.gofundme.com/f/aiuta-il-piccolo-daniele

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