Rackete, inchiesta archiviata ad Agrigento: “Adempiuto dovere di salvataggio”

Il gip del tribunale di Agrigento ha disposto l’archiviazione della seconda inchiesta a carico di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch3 (è già stata prosciolta lo scorso aprile dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra per il caso dello speronamento di una motovedetta della Guardia di finanza il 29 giugno del 2019).

Nello specifico, l‘inchiesta archiviata oggi (accogliendo la richiesta della Procura) riguardava i fatti avvenuti tre giorni prima: Rackete (dopo aver stazionato in acque internazionali davanti a Lampedusa) aveva deciso di entrare in acque territoriali italiane senza autorizzazione.

L’accusa era di rifiuto di obbedienza a nave da guerra e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma secondo il gip (si legge), Rackete “ha agito nell’adempimento del dovere di salvataggio previsto dal diritto nazionale e internazionale del mare”. Si prende atto infatti che il porto di Tripoli non poteva essere considerato porto sicuro e che è accertato dalle Nazioni Unite che la Libia è luogo dove i migranti sono sottoposti a torture e detenzione arbitraria. L’aver condotto in Italia i migranti nonostante il divieto è dunque una condotta che risulta “scriminata”.

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