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Rapporti sessuali “virtuali” tra un prete e un bambino in cambio di denaro: due arresti

Una squallida storia di prostituzione minorile coinvolge un prete che esercita il suo ministero in provincia di Perugia e una donna di Termini Imerese, in provincia di Palermo.

Su disposizione del Gip di Palermo Fabio Pilato i due sono stati arrestati: il prete, originario della provincia di Palermo, è in carcere a Spoleto; per la donna è scattata la misura degli arresti domiciliari. Per entrambi l’accusa è quella di prostituzione minorile.

I particolari, qualora confermati, sarebbero agghiaccianti. La donna, pienamente consapevole e in cambio di una somma di denaro, avrebbe permesso che il figlio minorenne intrattenesse rapporti sessuali “virtuali” in chat con il sacerdote che chiedeva di vedere video “espliciti” o anche videochiamate.

È probabile che non si tratti dell’unico caso che riguardi il rappresentante della chiesa che ha 63 anni: anzi, sarebbero già stati individuati altri casi. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Termini Imerese.

L’arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve, in una nota, si è detta addolorata e ha precisato che assicura la massima collaborazione all’autorità giudiziaria “per il raggiungimento della verità dei fatti” specificando però che mai erano arrivate all’autorità ecclesiastica segnalazioni sui fatti oggetto dell’indagine.

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