“Realiti”, la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sul programma tv

La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta su Reliti, la trasmissione di Raidue, condotta da Enrico Lucci, in merito alle parole espresse da Leonardo Zappalà (neomelodico siciliano) su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di Niko Pandetta (nipote del boss ergastolano Salvatore Pillerra, neomelodico pure lui).

Zappalà, in arte Scarface, ha affermato: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”. Pandetta, invece, in una clip ha raccontato di avere finanziato il suo primo cd con una rapina e come nome d’arte ha scelto ‘Tritolo’, inneggiando allo zio ‘Turi’.

Ebbene, il procuratore aggiunto Carmelo Petralia ha delegato le indagini alla Polizia Postale di Catania che acquisirà i video della trasmissione. Al momento non ci sono indagati.

Il presentatore Lucci si è difeso così: “Nessuno ha visto la puntata. Lo raccontano anche i pessimi ascolti che abbiamo fatto. Se uno guarda i 17 minuti in cui abbiamo parlato con quel pischello in studio, si accorge che non gli abbiamo dato spazio, ha detto solo quella frase dopo che per tutta la puntata io ho detto una frase ben precisa che nessuno riporta, cioè che la mafia è merda. Ma questo non interessa a nessuno. Lui parlava di Al Capone come suo eroe […] “io gli ribattevo che le persone a cui fare riferimento sono i grandi eroi siciliani, e gli ho detto di segnarsi i nomi di Pio La Torre, Peppino Impastato, Piersanti Mattarella, i carabinieri morti ammazzati dalla mafia, e i nostri fratelli Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, che saranno per sempre nel nostro cuore e nella nostra mente. A quel punto c’è stata una standing ovation del pubblico in studio, lo abbiamo obbligato ad applaudire e lì ha detto quella frase terribile, alla quale gli ho ribattuto di studiare la storia”.

La Rai, però, ha preso una decisione: non più diretta in prima serata ma differita in seconda serata.

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