Recovery, l’Asael scrive alla Regione: “Quale strategia per la Sicilia? Necessario un tavolo”

Il presidente dell’Asael (Associazione Siciliana Amministratori Enti Locali) Matteo Cocchiara ha inviato al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore alle Autonomie locali Marco Zambuto. Una missiva accorata in cui l’Asael richiede al governo regionale un incontro per conoscere qual è la strategia che il l’esecutivo indica per l’Isola e quale sia il ruolo dei Comuni in questa strategia.

I temi posti all’attenzione della Regione sono i trasporti verso le aree interne, la riqualificazione energetica degli immobili pubblici, sanità territoriale ma anche l’esigenza di partecipazione dei Comuni alle decisioni. La preoccupazione non è nascosta e riguarda sia il metodo con cui si è redatto il Recovery Fund, ma anche i contenuti e le scarse risorse per il Sud. “Il livello locale – scrive il presidente dell’Associazione siciliana amministratori Enti locali – sembra del tutto ignorato dal Recovery plan e sembra ignorato anche il ruolo che i Comuni possono assumere nella strategia di promozione dello sviluppo economico e sociale”.

L’Asael segnala così, anzitutto, una mancanza di riflessione sui collegamenti fra le aree interne e quelle urbane. “Questa associazione – si legge nella lettera – non ignora come lo stesso governo regionale, con un articolo (50) della legge di Stabilità, al momento alla discussione dell’Ars, abbia inteso promuovere i flussi di capitale umano in ritorno in Sicilia. C’è da rilevare però che, se questa norma è da leggere come incentivo al ritorno nella terra natia, occorre promuovere un campo di azioni tali da cambiare interamente il volto della Sicilia nei rapporti fra centri e periferie territoriali, cosicché i fenomeni di ripopolamento siano accompagnati dall’eliminazione delle cause di isolazionismo a cui sono costrette, per l’appunto le aree interne”.

Fra gli altri punti l’associazione si occupa, poi, di due temi centrali nel Recovery plan: le infrastrutture sanitarie e la transizione energetica. Da una parte l’associazione chiede che le risorse siano destinate alla realizzazione di una vera rete di medicina territoriale. Dall’altra essa propone di utilizzare i soldi del Recovery fund per la riconversione energetica del patrimonio edilizio pubblico. In questo modo spiega, infatti, l’Asael sarà possibile “realizzare forme di investimento diffuse su tutto il territorio regionale, capaci di produrre cospicue riduzioni nella spesa energetica degli Enti pubblici con vantaggi in termini di riallocazione delle risorse risparmiate”.

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