Reddito di Cittadinanza, fase 2 flop: in Sicilia piani per l’impiego in soli 17 comuni

La “fase due” del reddito di cittadinanza si trasforma in un flop e anche in Sicilia a confermarlo sono i numeri. Su 390 comuni siciliani infatti soltanto 17 hanno attivato i Puc, cioè i progetti di pubblica utilità  per impiegare i beneficiari del reddito di cittadinanza e reinserirli nel mondo del lavoro. E a livello nazionale non va meglio, anzi: in tutta Italia i comuni con Puc attivi sono appena 400.

Il reddito di cittadinanza prevedeva che una volta concesso il sussidio i disoccupati potessero accedere ad opportunità di lavoro e non essendoci offerte dal mondo imprenditoriale il governo aveva affidato ai comuni i così detti progetti di pubblica utilità. Il progetto però è rimasto di fatto sulla carta: tra le difficoltà dei navigator e le lacune dei sistemi informatici sono pochissimo i comuni siciliani ad aver attivato i progetti, a fronte di oltre 500 mila assegni concessi mensilmente da marzo 2018 a oggi.

In Sicilia i Puc sono attivi solo a Capo D’Orlando, Calascibetta, Cefalù, Galati Mamertino, Gangi, Giarre, Gibellina, Gioiosa Marea, Mazara del Vallo, Monreale, Oliveri, Patti, Petralia Sottana, Salemi, S. Agata, Vita e Villafranca Tirrena. Negli altri comuni tutto fermo. E c’è anche il paradosso legate alle proroghe degli assegni: solo in Sicilia, sono in 100 mila coloro che dovranno attendere almeno un mese per ottenerla, visto che il sussidio valeva per 18 mesi. Ma se nel frattempo in alcuni comuni i Puc si sbloccassero, questi soggetti risulterebbero provvisoriamente non percettori e quindi esclusi dai progetti.

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