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Reddito di Cittadinanza, già oltre 29mila richieste alle Poste ma è scontro sui navigator

29.147. È questo il numero delle richieste presentate presso gli Uffici Postali nel giorno del via al Reddito di Cittadinanza. Lo ha comunicato Poste Italiane, sottolineando che il “flusso dei richiedenti è stato costante e ordinato su tutto il territorio nazionale”.

Problemi, invece, per quanto concerne il sito. In molti si sono lamentati sull’impossibilità ad accedere alla sezione per richiedere il Rdc e, poco fa, la situazione del portale era questa:

 

Intanto, il vicepremier Luigi Di Maio ha affermato: “Il mio prioritario interesse è trovare una medizione con le Regioni. Qualsiasi tipo di decisione sui navigator spero possa essere presa insieme alle Regioni, siamo in fase di interlocuzione […] Condizione essenziale il rafforzamento dei Centri per l’impiego”. Il Ministro, però, ha anche sottolineato che “le Regioni chiedono solo il rafforzamento dei servizi per l’impiego con assunzioni stabili e non con precari”.

Cristina Grieco, Coordinatrice della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha replicato così a Di Maio: “Leggiamo con preoccupazione le dichiarazioni del Ministro Luigi Di Maio proprio mentre le Regioni con le strutture del ministero stanno facendo passi importanti per trovare una giusta soluzione al tema dei cosiddetti navigator”.

Cristina Grieco, che è anche assessore della Regione Toscana, ha aggiunto: “Noi stiamo prospettando ipotesi che tengano conto dell’impatto che il provvedimento sul reddito di cittadinanza avrà sui servizi per il lavoro e sulle competenze, a legislazione vigente, delle Regioni. Il Ministro invece sembra volere invece una rottura istituzionale. Le Regioni nella seduta di ieri hanno discusso a lungo lavorando sull’ultima proposta formulata dal ministero, apportando modifiche emendative tese a far funzionare la complessa architettura del reddito di cittadinanza. In particolare considerando il necessario coordinamento con il territorio e con le politiche regionali. Siamo di fronte ad una scelta importante, per cui è opportuna la massima chiarezza: le Regioni stanno chiedendo solo di rafforzare i servizi con bassunzioni stabili e non con migliaia di precari contrattualizzati in modo massivo e frettoloso. E lo vogliono fare di intesa con il Governo, come prevede il dettato costituzionale. Ma talvolta il Ministro sembra ‘navigare’ in direzione opposta”.

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