Reddito di cittadinanza, prepariamoci al caos. E attenti ai “boomerang”

Prepariamoci al caos. Il reddito di cittadinanza è diventato ufficialmente realtà con l’approvazione in Consiglio dei Ministri e adesso comincerà la corsa frenetica per ottenere i soldi. Immaginiamo che i dirigenti della Regione siciliana, deputati a indirizzare e regolare il flusso delle richieste, stiano cominciando a sudare freddo. Già nei giorni scorsi i Centri per l’Impiego, un po’ in tutta l’isola, avevano dovuto fronteggiare la ressa di richieste agli sportelli, secondo un clichè che dalle nostre parti è piuttosto frequente. Furbetti o no, poveri reali o no, è chiaro che di fronte alla prospettiva di un “contributo” economico nessuno si tirerà indietro.

NESSUNA INDICAZIONE: Ancora da Roma non sono arrivate le indicazioni necessarie per gli uffici. I Centri per l’impiego in Sicilia, nel frattempo, stanno studiando una organizzazione interna che possa permettere di fronteggiare un aumento esponenziale del lavoro rispetto al normale andamento. L’utente, per evitare code fisiche, potrà prenotare via internet un colloquio con il funzionario: basterà collegarsi a (silavora.it/servizi/silav), ammesso che il server regga e che le indicazioni siano sufficientemente chiare. E poi non è ancora nemmeno chiaro se i funzionari otterranno rinforzi previsti e se davvero, dal Ministero, si preoccuperanno di aumentare la dotazione organica e di mezzi (soprattutto computer). Quello che è certo, purtroppo, è che con il passare dei giorni aumenterà la confusione.

POPULISMI E BOOMERANG: Anche perché certi “populismi” mediatici – probabilmente creati ad arte per dare “enfasi” al provvedimento – rischiano di trasformarsi in un clamoroso boomerang politico. È facile prevedere che gli scontenti di questa misura governativa saranno enormemente di più di quelli che otterranno qualcosa. La “stima” fatta dal Ministero dice che in Sicilia – poco più poco meno – saranno 350 mila le famiglie che avranno diritto al reddito di cittadinanza ma è bene ricordare che il decreto prevede svariate eccezioni che sarà poi difficile comunicare allo sportello a persone che sono convinte di avere maturato un diritto.

COSA PREVEDE IL DECRETO: Difficile sintetizzare in poche righe tutto ciò che c’è da sapere per accedere al beneficio. Proviamo a segnalare le cose più evidenti: 1) il reddito di cittadinanza arriverà fino a 780 euro al mese e riguarda cittadini italiani ed europei o stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni; 2) si dovrà avere un Isee inferiore a 9.360 euro all’anno; 3) il reddito sarà erogata su apposita carta; 4) l’importo mensile dovrà essere speso entro il mese di competenza; 5) se esiste un reddito anche minimo, l’utente riceverà una somma inferiore, fino al raggiungimento dei 780 euro; 6) Nella cifra dei 780 euro è compresa la somma destinata all’affitto della casa (280 euro), pertanto chi vive in casa di proprietà potrà ottenere un massimo di 500 euro (se si è single, in caso di nucleo familiare le cifre cambiano, anche in caso di presenza di disabili). Ovviamente ci sono varie eccezioni che andranno valutate caso per caso.

IL LAVORO CHE NON C’È: Il reddito di cittadinanza avrà una durata di 18 mesi ma chi lo riceve dovrà aderire a un “percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale”. In poche parole, dovrà “rispondere” alle offerte di lavoro pena la decadenza del beneficio (e soprattutto qui dovrebbero entrare in gioco i centri per l’impiego): il primo anno l’offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 chilometri o 100 minuti di viaggio, la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 chilometri, la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Chi beneficerà del reddito di cittadinanza dovrà iscriversi alla piattaforma dedicata alla ricerca di lavoro e accettare i percorsi di formazione. Detto questo, al di là dell’efficienza dei servizi regionali – la cui efficienza dovrà essere valutata – riesce difficile pensare che in Sicilia ci siano così tanti posti di lavoro “dispersi” che adesso verranno a galla. Sono previsti sgravi fiscali anche per le aziende che assumeranno da questo bacino di persone ma – a naso – facciamo fatica a immaginare un boom dell’occupazione.

CATTIVI PENSIERI: C’è grande rispetto verso chi sta portando avanti questa rivoluzione. Per questo vorremmo evitare i pregiudizi (per quanto siano legittimi tutti i dubbi) e attendere il momento opportuno per dare giudizi sui fatti. Ma non ce ne voglia nessuno se tanti anni di esperienza di vita in quest’isola ci fanno preventivamente dubitare dell’efficienza dei servizi pubblici, specie se parliamo di lavoro. E, visto che ci siamo, anche il fatto che questa misura entrerà in vigore ad aprile, proprio in prossimità delle elezioni europee, potrebbe rappresentare un cattivo pensiero. Magari facciamo peccato ma…

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