Reddito di cittadinanza verso lo stop a ottobre: l’allarme di Scavone, l’ironia del M5S

Il “reddito di cittadinanza” sarà sospeso a ottobre in linea con quanto previsto dalla legge che disponeva una verifica dopo 18 mesi per valutare la sussistenza dei requisiti. Molte famiglie guardano con timore a questa scadenza perché è facilmente prevedibili che le lungaggini burocratiche legate alla presentazione delle nuove domande di protraggano a lungo.

Dei 560 mila beneficiari del reddito, circa 120 mila sono idonei al lavoro e di questi 75 mila hanno sottoscritto il patto di essere impiegati in caso di offerta di lavoro e solo 19 mila hanno ottenuto un contratto a tempo determinato.

Anche l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone ha manifestato preoccupazione e attenzione e ha scritto alla ministra Nunzia Catalfo chiedendole di inviare una circolare urgente agli uffici per accelerare le pratiche. L’assessore paventa il rischio di “sommossa” nelle città siciliane dove per molti il reddito è l’unica forma di sostentamento.

La Regione in realtà ha avviato i patti comunali per impiegare i percettori in lavori di utilità sociale o piccoli lavori di pulizia ma solo 11 comuni hanno aderito al patto coinvolgendo solo 58 persone.

Su questa preoccupazione dell’assessore Scavone, ci ricama politicamente il Movimento 5 Stelle, “padre” del reddito di cittadinanza. “Toh – scrivono i deputati regionali – scopriamo che il governo lo ritiene addirittura indispensabile per evitare sommosse popolari. Peccato che fino a poco tempo fa Musumeci e i suoi assessori lo ritenevano un’illusione o, peggio, un’elemosina. Ci fa piacere che si siano ricreduti, anche se, ne siamo certi, passata l’emergenza, torneranno ad attaccare, solo perché è stata messa in piedi dal Movimento 5 stelle, una misura che si è rilevata fondamentale per tante famiglie per potere tirare avanti, specie in questi momenti difficilissimi”.

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