Regionali, la reazione degli ‘sconfitti’: “Faremo intransigente opposizione”

Renato Schifani è il nuovo presidente della Regione Siciliana. Il candidato del centrodestra ‘batte’ alle elezioni regionali altri cinque candidati, staccandoli di molti voti. Queste le reazioni degli ‘sconfitti’.

Nuccio Di Paola, M5S – “Complimenti e buon lavoro al neo presidente, Renato Schifani. Noi faremo corretta, ma fiera e intransigente opposizione. Il MoVimento 5 Stelle è l’unico argine in Sicilia al centrodestra. Otteniamo un grandissimo risultato con circa il 27 per cento a livello nazionale, il centro-destra non fa il cappotto in Sicilia, e portiamo a casa due uninominali, risultato dato come impossibile alla vigilia. Anche a livello regionale il Movimento 5 Stelle ottiene, almeno per i numeri che attualmente sono a disposizione, un discreto risultato, con numeri a doppia cifra. Continueremo a portare avanti la nostra agenda progressista e punteremo a eliminare tutte quelle disuguaglianze che ci sono in Sicilia, cercando di mettere al centro gli ultimi e quelle persone che vivono ai margini della società. Ringrazio i siciliani per la fiducia che ci hanno accordato e non la tradiremo, portando all’interno delle istituzioni le istanze che ci hanno affidato col loro voto”.

Anthony Barbagallo, segretario regionale del PD Sicilia – “Formulo il mio in bocca al lupo al presidente Schifani, che ho chiamato per congratularmi. Lo attende un lavoro arduo. Spero che non sia in continuità con Musumeci, che non faccia l’uomo solo al comando ma avvii un sano confronto con il Parlamento siciliano. Rivolgo anche un ringraziamento sentito e caloroso alla nostra candidata alla presidenza, Caterina Chinnici: ha accettato una sfida ardua, ha vinto le primarie e si è messa in gioco senza risparmiarsi, anche quando la competizione si è oggettivamente complicata nel momento in cui la coalizione si è disgregata in seguito alla scelta scellerata del M5S di lasciare un percorso avviato da tempo. Il risultato, non c’è dubbio, non è a noi favorevole. Sappiamo le traversie che abbiamo dovuto affrontare. Prima le primarie di coalizione, poi il M5S che decide di sciogliere l’alleanza e quasi contestualmente con le Politiche già indette le elezioni regionali anticipate dopo la scelta di convenienza personale da parte di Musumeci. Sono fatti oggettivi. Detto questo: il PD ha condotto una campagna elettorale pancia a terra, senza risparmiarsi ma non è stato sufficiente, abbiamo avuto poco tempo per esporre il nostro programma per convincere gli indecisi, la parte preponderante anche di questa tornata elettorale, ad andare a votare. Mi assumo la responsabilità di questo risultato così come tutte le decisioni precedenti. Tutte, lo voglio ricordare, approvate all’unanimità dagli organismi del Partito e condivise con la segreteria nazionale. Abbiamo fatto il possibile con il tempo e i mezzi a disposizione. Anche se, probabilmente qualcuno s’è impegnato molto di più sul dopo e – conclude – molto meno sull’obiettivo principale, che era vincere le elezioni”.

Gaetano Armao, candidato di Azione/Italia Viva – “La proposta centrista è partita, in pochi giorni raccoglie 2 milioni di voti (di cui quasi 100.000 in Sicilia) e l’esito elettorale la rilancia ulteriormente. Abbiamo avuto pochi giorni, neanche trenta, tra liste e raccolta firme. Un tempo strettissimo. Mancala spinta degli apparati che negli altri partiti è già consolidata. E poi, ci sarebbero le difficoltà “territoriali”. Il tandem Azione/Italia Viva in Italia va bene, al Sud il dato si indebolisce. Evidentemente nelle aree dove il reddito di cittadinanza prevale, come in Sicilia e Campania, paghiamo uno scotto più pesante”.

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