Regione, approvate le zone economiche speciali: ecco la loro ripartizione

Le zone economiche speciali della Sicilia sono realtà. La loro introduzione (approvata dalla Giunta Regionale) è stata annunciata dal presidente Nello Musumeci in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, dove ha presentato la istituzione e la delimitazione delle aree delle due Zes, una per la Sicilia occidentale e una per quella orientale (il numero corrisponde a quello delle autorità portuali). Gli atti verranno adesso trasmessi a Roma al ministero per il Sud.

L’obiettivo delle Zes è quello di valorizzare le aree produttive e i settori che possono considerarsi centrali per lo sviluppo della base produttiva regionale (attività estrattive, manifatturiere, logistica, servizi) e soprattutto per la riduzione del suo grado di dipendenza strutturale, nell’ottica di attirare nuovi investimenti attraverso il meccanismo delle agevolazioni e un potenziale aumento delle esportazioni.

La perimetrazione delle due aree (elaborata dalla cabina di regia e dal gruppo di lavoro interdipartimentale) prevede:

– SICILIA OCCIDENTALE: le aree industriali di Aragona-Favara, Caltanissetta, Carini, Palermo-Brancaccio, Termini Imprese e Trapani e ancora il Porto di Palermo, il Porto e il retroporto di Termini Imprese, la Stazione Sampolo con il mercato ortofrutticolo di Palermo, la zona Palermo-Partanna Mondello, il porto di Trapani, l’aeroporto di Trapani Birgi, i porti di Mazara del Vallo, Licata e Porto Empedocle con il suo retroporto e i retroporti di Mazara, Marsala.

– SICILIA ORIENTALE: le aree industriali di Gela, Paternò, Belpasso, Messina-Larderia, Villafranca Tirrena, Augusta-Melilli, Priogo Gargallo, Siracusa, Milazzo-Giammoro ed Enna e ancora il porto di Catania con il retroporto, l’Asi, l’interporto e Mas, Tremestieri, il retroporto di Milazzo, porto di Augusta, aeroporto di Comiso, l’interporto di Melilli, il porto di Pozzallo con il suo retroporto e infine il porto di Messina e la zona della fiera.

A commentare la loro introduzione è lo stesso Musumeci: “E’ stato un lavoro particolarmente articolato e complesso, ma per noi era molto importante allineare la Sicilia alle altre regioni del Sud che hanno già proceduto con le delimitazioni delle aree. Siamo partiti da zero. Ci siamo messi subito all’opera per arrivare all’obiettivo. Sappiamo che non tutti saranno contenti e che il nostro lavoro è perfettibile, ma era importante partire”.

Con le Zes (sottolinea il presidente della Regione), si rendono “vantaggiosi gli investimenti in Sicilia attraverso il credito d’imposta per investimenti, sgravi fiscali, agevolazioni sul lavoro, ammortamenti per le aziende. In tre anni per il Mezzogiorno sono disponibili 250 milioni di euro per agevolazioni e 50 dovrebbero essere destinati alla Sicilia. Chiederemo al ministro per il Sud un’ulteriore dotazione, in modo da poter soddisfare le numerosissime richieste che arrivano dal territorio e dal mondo produttivo”.

Musumeci aggiunge: “La terza autorità portuale quella di Messina è stata oggetto di confronto con il governo nazionale, al quale abbiamo proposto una autorità portuale aggregata a quella di Reggio Calabria, quindi una unica autorità portuale dello Stretto, per la specificità. Abbiamo lasciato quasi l’8,5% dei 5.580 ettari individuati a bando in modo che così ogni comune potrà dire quali sono le proprie esigenze e presentare un progetto poi sarà fatta una graduatoria. I comuni avranno 30 giorni di tempo per rispondere”.

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