Residuo di pesce, nuovo centro di stoccaggio per smaltimento e trasformazione in Sicilia

Creare un centro regionale di stoccaggio per lo smaltimento e la trasformazione del residuo di pesce che potrebbe curare le attività di ritiro del residuo, di lavorazione ed estrazione. Un unico “Polo”, situato in un’area di produzione dove viene trasformato il lavorato, che avrebbe il vantaggio di mediare i flussi di residuo, ottimizzando i tempi morti dell’impianto, e potrebbe dotarsi anche di un laboratorio di ricerca, utile ad implementare la quantità e la qualità di molecole attive e bioderivati estratti. Il progetto, ovviamente, dovrà essere accompagnato da uno studio di fattibilità che verrà avviato e definito in tempi brevi.

È questa l’idea venuta fuori da un incontro tra gli operatori del settore e i principali attori dell’iniziativa dal tema: “Il progetto Bythos, i residui di lavorazione del pescato risorsa a grande valore aggiunto”. A presenziare i lavori sono stati il professore Vincenzo Arizza dell’Università di Palermo (responsabile del progetto Bythos) e Francesca Donato (europarlamentare) mentre ha inviato un messaggio Alfredo Ambrosetti, presidente del Distretto Pescaturismo che fa parte dei 26 distretti turistici istituiti dalla Regione siciliana con l’obiettivo di promuovere e creare una rete di coordinamento delle attività turistiche tra tutti i comuni del distretto.

Da una analisi statistica, ancora in corso, si è potuto stimare che sono 4000 circa gli addetti al comparto della vendita di pesce impegnati alla produzione media di residui da lavorazione di 4/5 kg giornalieri. Prodotti che nelle pescherie generano, complessivamente, una vendita che varia tra i 16mila e i 20mila kg giornalieri.

Il progetto Bythos nasce, infatti, con l’obiettivo di trasformare gli scarti di pesce, come il tonno, i crostacei, i molluschi e il pesce azzurro, in nuovi prodotti estratti da molecole bioattive. Prime tra tutte il collagene e gli omega 3 e 6 che possono essere usati anche come antibatterici, antimicrobici, antitumorali per la salute umana nel campo delle biotecnologie, ma anche per altri svariati usi, tra i quali anche la cosmetica. Un percorso realizzato nell’ambito dei programmi Interreg Italia-Malta, di cui è capofila l’Università di Palermo, in particolare il Dipartimento STEBICEF – Scienze e tecnologie biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, in collaborazione con l’Università di Malta, il Ministero Maltese dell’Ambiente, il Distretto turistico Pescaturismo, il comune di Lipari, e l’azienda Aquabiotech che si occupa di sviluppo, ricerca e acquacoltura.

Il “Distretto Pescaturismo e Cultura del Mare in Sicilia” fa parte dei 26 distretti turistici istituiti dalla Regione siciliana con l’obiettivo di promuovere e creare una rete di coordinamento delle attività turistiche tra tutti i comuni del distretto. E oltre alla progettazione e programmazione di interventi comunitari, ha anche avviato procedure per la concessione di finanziamenti da parte della Regione Siciliana.

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