Ricattavano, violentavano e uccidevano migranti: in carcere tre torturatori

Il gip di Palermo, Filippo Lo Presti, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mohamed Condè, detto Suarez, 22 anni, della Guinea, Hameda Ahmed, 26 anni, egiziana, e Mahmoud Ashuia, egiziano, 24 anni.

Sono accusati di vari reati tra cui associazione a delinquere, tratta, violenza sessuale, omicidio e tortura.

Erano stati fermati (dopo le indagini avviate dalla Squadra Mobile e dalla Procura di Agrigento) il 16 settembre scorso all’hotspot di Messina, in seguito al fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo firmato dall’aggiunto Marzia Sabella, dal sostituto della Dda Calogero Ferrara e dal sostituto della Procura di Agrigento, Gianluca Caputo.

I 3 extracomunitari sono stati riconosciuti da alcuni dei migranti salvati dalla nave ‘Alex’ di Mediterranea Saving Humans, – e sbarcati a Lampedusa tra il 5 e il 7 luglio scorsi.

Agli investigatori i migranti hanno raccontano le torture, le botte con bastoni e tubi di gomma e le violenze subite anche attraverso la privazione di cibo e acqua.

Mohamed Condé si occupava di imprigionare i migranti, di torturarli e di occuparsi dei riscatti che venivano richiesti ai familiari dei detenuti ai fini della loro liberazione, fornendo agli stessi il cellulare con cui potevano contattare i propri familiari; Hameda svolgeva il ruolo di carceriere, torturatore e di colui che si occupava di cucinare i pasti per i migranti detenuti; Ashuia – avevano raccontato i testimoni – era il carceriere e guardiano della prigione di Zawyia, nonché nelle vesti di torturatore con cui picchiava brutalmente i migranti anche servendosi di un fucile e nell’ulteriore veste di colui che distribuiva i pasti ai migranti detenuti.

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