Rifiuti, Ato e differenziata: Barbagallo (Pd) preannuncia battaglia: “Delusi e preoccupati”

Rifiuti. Una sola parola, che rappresenta però uno dei temi politici dominanti del 2019. Perchè di rifiuti la Sicilia non ne può più. Palermo ha trascorso le vacanze di fine anno sommersa da rifiuti e fetore, in piena emergenza soprattutto nelle periferie. La situazione è parzialmente migliore in alcuni capoluoghi della Sicilia orientale ma il tema è di pressante attualità.

Un tema su cui le divisioni politiche sono (e probabilmente saranno ancora) molto forti. Dai termovalorizzatori di Cuffaro in poi è stato un diluvio di polemiche, spesso anche di vicende dai delicati risvolti giudiziari. Il vocabolario dei siciliani si è arricchito di termini: sappiamo tutto di inceneritori, discariche chiuse e vasche da aprire, ciclo di rifiuti, esportazione di immondizia all’estero: rifiuti umidi, secchi o speciali. Per non parlare di tutte le sigle di società e raggruppamenti di comuni che dovrebbero (avrebbero dovuto) sistemare la questione rifiuti. Loro, i rifiuti, però sono sempre lì, in bella evidenza. E costano, sia in termini di denaro che in termini di immagine.

L’argomento tornerà presto all’ordine del giorno del Parlamento siciliano. Proprio nelle scorse ore anche l’Asael, l’associazione che riunisce gli amministratori locali siciliani presieduta da Matteo Cocchiara, ha sollecitato una veloce soluzione.

A Palazzo dei Normanni se ne parlerà tra febbraio e marzo, subito dopo la sessione di bilancio. C’è un testo di legge di iniziativa governativa per la riforma degli ambiti territoriali e la gestione integrata dei rifiuti che è stato approvato dalla Quarta Commissione Ars senza i voti del Pd e del Movimento 5 Stelle e su cui si preannuncia battaglia politica.

Un ddl “spot”, lo ha definito senza mezzi termini Anthony Barbagallo, deputato Pd, che muove parecchie contestazioni.

Nell’intervista a L’Opinione della Sicilia il parlamentare rileva che “più volte in commissione ambiente abbiamo evidenziato che andava modificata la legge 9 e non andava costruita una nuova architettura che peraltro non risolve le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti nella sua relazione. È un ddl che non risolve il problema del numero degli Ato che secondo la corte dei conti dovrebbero essere non più di 5 con la conseguente parcellizzazione del sistema rifiuti che rischia di aggravare ulteriormente la situazione. E c’è l’altra questione, pure evidenziata dalla Corte dei Conti, che è la natura giuridica delle SRR che sostanzialmente resta invariata. Su questi due temi daremo battaglia in Aula”.

“Crediamo – aggiunge Barbagallo – che serva una legge che tuteli i lavoratori e offra un sistema nel ciclo dei rifiuti senz’altro più veloce e che metta in condizione i Comuni di aumentare la differenziata. Siamo delusi dall’atteggiamento del Governo Musumeci che si è concentrato su questo disegno di legge spot che non serve alla Sicilia ma non è stato capace di investire le risorse che abbiamo a disposizione per garantire sistemi migliori di raccolta differenziata”.

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