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Rifiuti: cresce la raccolta differenziata, ma la Sicilia resta fra le ultime regioni d’Italia

Cresce la diffusione della raccolta differenziata sull’Isola, ma la Sicilia resta comunque agli ultimi posti in Italia. Lo afferma il “Rapporto Rifiuti Urbani edizione 2019″ curato e presentato alla Camera dall’Ispra. Complessivamente nella Regione la differenziata passa dal 21,72% del 2017 al 29,53% del 2018 (Nel 2010 era del 9,44%). Tale crescita contribuisce al trend positivo del Mezzogiorno, così come in Molise (+7,7 punti), seguite da Calabria (+ 5,6) e da Puglia (+5): “Un miglioramento importante, anche se non fa spostare le quattro regioni dalle ultime posizioni a livello nazionale”, sottolinea Ispra.

In base ai dati, il maggior incremento della differenziata in Sicilia si registra nei comuni di Ragusa, che passa da una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti del 18,14 del 2017 al 39,97 del 2018, Caltanissetta dal 15,26 al 32,09, Enna dallo 0,42 al 38,91, Agrigento dall’8,09 al 55,19. A Catania si passa dall’8,70% al 7,72% a Trapani dal 14,32% al 15,85%, a Palermo cala dal 13,83% al 10,48%, a Siracusa dall’8,05% al 17,99%, a Messina dal 14, 23% al 17,88%.

Su base provinciale la prima provincia per percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti è Caltanissetta col 43,36%, segue Agrigento col 40,52%, Trapani col 38,45%, Enna col 36,89 %, Ragusa col 33,78%, Catania col 30,31%, Messina col 28,72 %, Siracusa col 26,18%, ultima Palermo col 19,93.

A livello nazionale, 2018 si conferma il trend di crescita della raccolta differenziata che raggiunge il 58,1% (+2,6% rispetto al 2017). Negli ultimi 10 anni siamo passati da circa 9,9 milioni di tonnellate a 17,5 (dal 35,3% al 58,1%), con un aumento quasi del 25%. Più alti i valori al Nord (67,7%), sotto la media nazionale il Centro (54,1%), mentre seppur più bassi, al Sud (46,1%) si registra un aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente.

Ma sono solo 7 su 20 le regioni che superano l’obiettivo del 65% di differenziata. Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%), Marche (68,6%), Emilia Romagna (67,3%), Sardegna (67%) e Friuli Venezia Giulia (66,6%). Tra queste regioni, i maggiori incrementi di raccolta, in ordine nelle Marche, in Sardegna e in Emilia Romagna.

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