Rifiuti in Sicilia, Cgil e Federconsumatori: “Tariffe alte, serve una profonda revisione”

Tariffe alte e la necessità di una profonda revisione del sistema. Sono questi i principali punti di un documento della Cgil e della Federconsumatori regionali sul servizio dei rifiuti in Sicilia. 

“Serve aggiornare la normativa di settore 9-2010 partendo dalla definizione di nuovi ambiti territoriali al posto delle 18 srr – ha detto Alfio La Rosa, segretario regionale della associazione dei consumatori nel corso di una conferenza stampa indetta dal sindacato – servono pianificazione e programmazione e norme trasparenza per affidamento del servizio e per un passaggio eventuale da un gestore ad altro. La prima cosa da pensare non era il al bando dei termovalorizzatori”.

I siciliani pagano per la gestione dei rifiuti tariffe alte senza che a questo corrisponda un servizio efficiente e all’altezza delle aspettative. La media regionale è di 386 euro annui per una famiglia di tre persone e un’abitazione di 100 mq a fronte di una media nazionale di 312. Maglia nera tocca alle città di Catania, con 504 euro annui, Agrigento, con 428 euro, Messina con 422 euro. Meglio Palermo (309 euro) ed Enna ( 254) dove si è riscontrato nell’ultimo anno un abbassamento delle tariffe del 9%.

A fronte delle alte tariffe si registrano strade sporche e cumuli di spazzatura in una regione che è ancora fanalino di coda per raccolta differenziata (42,3% a fronte della media nazionale del 63%), che manda in discarica il 59% dei rifiuti urbani prodotti (media nazionale il 20%), che non ha un’impiantistica adeguata per il riuso e il riciclo che l’Ue indica come i principali obiettivi del futuro prossimo.

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