Rimpasto di Governo? No, c’è un altro slittamento. E Lupo bacchetta Musumeci

Tutti ne parlano. Ma non se ne fa nulla, ormai da mesi. Parliamo del rimpasto nel Governo regionale dove Musumeci vorrebbe apparecchiare un posto per l’alleato leghista. Un puzzle come sempre complicatissimo sul quale i partiti giocano a scacchi.

La notizia di oggi è che è stato rinviato il vertice di maggioranza previsto per oggi tra il governatore Nello Musumeci e i vertici dei partiti che sostengono la giunta. Una riunione nella quale oltretutto si sarebbe dovuto affrontare anche la questione dei direttori generali, altro puzzle di difficile composizione sul quale c’è la massima attenzione dei partiti.

La Lega vuole l’assessorato all’agricoltura che Forza Italia non intende cedere se non in cambio di un assessorato “pesante”. Edy Bandiera che era dato in uscita sembra adesso più solido. Anche il vicepresidente Armao sembra essere blindato nonostante alcuni screzi passati con il presidente dell’Ars Miccichè. C’è ancora l’interim (da tredici mesi!!!) dell’assessorato ai Beni Culturali che fu di Tusa ma c’è anche da considerare un mutamento delle forze in campo adesso che l’Udc ha ritrovato Bulla che ha lasciato la Lega. E potremmo andare avanti all’infinito, citando tutte le ipotesi che vengono avanzate nei corridoi dei palazzi. Ma come sempre, al momento di chiudere subentra un rinvio.

E nei confronti di Musumeci arriva l’ironia di Giuseppe Lupo, capogruppo Pd: “Mentre oltre 100 mila lavoratori aspettano il pagamento della cassa integrazione in deroga e la Sicilia vive una pesantissima emergenza sanitaria, sociale ed economica, a Palazzo d’Orleans si parla di poltrone e rimpasti di governo. Musumeci venga in aula mercoledì e affronti in Parlamento il pasticcio della gestione della cassa integrazione, non basta una conferenza stampa per chiarire questa vicenda. Di certo i lavoratori non possono più aspettare, ci auguriamo che Musumeci fra una poltrona da assegnare e un deputato da convincere, trovi il tempo per risolvere i problemi che lui stesso ha causato e che stanno facendo aspettare migliaia di famiglie”.

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