Rinascente a Palermo, sale la tensione. La Uiltucs: “C’è qualcosa sotto…”

Si continua a lavorare per scongiurare la chiusura del punto vendita Rinascente di Palermo (annunciata dall’azienda per la fine del mese di ottobre) e il conseguente licenziamento di quasi 120 lavoratori. Ma al momento non arrivano segnali positivi: l’ultimo incontro si è svolto venerdì tra i delegati di Inarcassa, proprietaria dell’immobile dato in gestione a Fabrica Immobiliare. Per la Rinascente l’affitto è fuori mercato: due milioni e 400 mila euro l’anno per un immobile di oltre 4 mila metri quadrati.

I sindacati non nascondo il proprio pessimismo e la segretaria provinciale della Uiltucs Marianna Faluto afferma al Giornale di Sicilia: “C’è qualcosa sotto che non riusciamo a comprendere, non si capisce chi ci guadagna da questa situazione e che cosa. Rinascente ha fatto una nuova offerta di un canone da un milione e trecento mila euro, cifra comunque già al di sopra del valore di mercato. E poi: perché dalle parti non è stata accettata la proposta del sindaco Orlando di fare un arbitrato e far gestire la vicenda a un soggetto terzo, che avrebbe anche avuto parola sul reale valore dell’immobile”.

Nel frattempo i lavoratori hanno ricevuto il conforto dell’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, che ha incontrato in Curia una delegazione dei dipendenti: “Un sostegno nella preghiera unito all’impegno a scuotere le coscienze di tutte le parti in causa affinché si giunga a una soluzione che rispetti la dignità di ogni persona”. ha detto l’Arcivescovo, ribadendo l’attenzione della Curia sulla vicenda.

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