Risoluzione italiana contro le mafie (con “omaggio” a Falcone): 190 paesi dicono sì

Uno dei concetti cardine della filosofia investigativa di Giovanni Falcone, “seguire il denaro”, è stato inserito nella risoluzione italiana che è stata approvata all’unanimità da 190 nazioni a Vienna,  alla Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale. Un riconoscimento importante alla figura di Falcone, universalmente riconosciuto come pioniere della cooperazione giudiziaria nel contrasto ai clan, nella lotta alle mafie nel mondo.

Nel documento si invitano gli Stati a condurre indagini economiche con strumenti di indagine finanziaria e a identificare e interrompere qualsiasi legame tra criminalità organizzata transnazionale, corruzione, riciclaggio e finanziamento del terrorismo e a utilizzare la Convenzione di Palermo come base giuridica per un’efficace cooperazione internazionale finalizzata al sequestro, alla confisca dei guadagni illeciti indipendentemente dalla condanna penale.

Per quattro giorni il gotha mondiale ha discusso sullo stato della lotta alle mafie nel mondo e di come migliorare e rendere più efficace la celebre Convenzione di Palermo, il primo strumento legislativo universale ratificato nel novembre 2000 contro la criminalità organizzata transnazionale.

La delegazione italiana era costituita dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dall’ambasciatore italiano Alessandro Cortese, dal consigliere giuridico Antonio Balsamo e dal primo segretario Luigi Ripamonti. Sono intervenuti anche il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il procuratore generale di Roma Giovanni Salvi, il capo della Polizia Franco Gabrielli e il viceministro agli Esteri Marina Sereni.

Tra i “suggerimenti” indicati nel documento italiano agli Stati c’è l’adozione delle misure patrimoniali (sequestri e confische), l’uso sociale dei beni tolti alle mafie, l’invito alla costituzione di corpi investigativi comuni che facciano uso delle più moderne tecnologie, l’estensione della Convenzione di Palermo a nuove forme di criminalità come il cybercrime e i reati ambientali ancora non disciplinati da normative universali e il potenziamento della collaborazione tra gli Stati, le banche e gli internet providers per il contrasto alla criminalità transnazionale.

La Convenzione parla di assistenza giudiziaria reciproca e promuove la cooperazione tra le forze dell’ordine, prevede una serie di impegni per gli Stati firmatari.

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