Ristori a parchi acquatici, cinema e teatri: il Garante va al Tar contro la misura regionale

“Una doccia fredda, inaspettata che mette a serio rischio la continuità aziendale dei parchi acquatici siciliani. E non solo”.  A lanciare l’allarme è il CNA Sicilia, che commenta così la decisione dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di impugnare di fronte al Tar una misura regionale che prevedeva ristori ai parchi acquatici, ma anche cinema e teatri.

Il Garante si è visto già respingere un ricorso analogo in Friuli Venezia Giulia e la confederazione definisce “assurdo e paradossale quanto sta accadendo in relazione all’avviso di ristoro promosso dalla Regione, attraverso l’utilizzo dei fondi della legge finanziaria 2020″. “Inspiegabilmente l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato – afferma il presidente regionale della Confederazione –  ha  deciso di impugnare al Tar il provvedimento lasciando increduli gli operatori, beneficiari della misura, oltre che la nostra stessa Organizzazione che aveva stimolato e salutato positivamente l’iniziativa messa in campo dalle Istituzioni Politiche della Regione”.

“Una impugnativa basata sul fatto che l’avviso prevedesse di erogare il contributo solo alle imprese con sede legale ed operativa nell’isola. È inconcepibile – aggiunge Nello Battiato – il fatto che l’AGCM intervenga così drasticamente senza valutare il momento e le motivazioni che stanno alla base dell’avviso, il cui iter era stato avviato nel mese di novembre dello scorso anno”.

“E per di più risulta illogico in considerazione del serio e concreto  rischio di perdere le risorse stanziate per questa finalità, visto che  andrebbero spese immediatamente in modo da scongiurare il loro disimpegno e la loro inutilizzabilità. Auspichiamo dunque un pronunciamento veloce del Tar a favore della Regione e delle imprese, così come già avvenuto in Friuli Venezia Giulia per un caso analogo, e siamo certi che il Governo siciliano –  conclude il presidente Battiato  – procederà rapidamente senza indugi a dare ristoro alle imprese. Gli operatori sono pronti a manifestazioni eclatanti, inevitabili per rivendicare i propri diritti e mettere in salvo le proprie aziende”.

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