Ars, voto finale al Collegato e rinvio a settembre. Commemorato Pellegrino

Il voto finale al collegato alla legge di stabilità in materia di Autonomie locali e la commemorazione dell’ex deputato Bartolo Pellegrino hanno caratterizzato i lavori dell’Ars prima della chiusura per la pausa estiva. Sul collegato alla legge di stabilità in materia di Autonomie locali, che ieri non era stato espresso per mancanza del numero legale, l‘aula ha dato il proprio assenso.

All’ordine del giorno vi era anche la discussione del disegno di legge, già incardinato, “Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e del turismo” ma questo collegato è stato rimandato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.

Un disegno di legge molto complesso al quale si paventava di agganciare molti  emendamenti aggiuntivi sia del governo che della deputazione che ha costretto il presidente Miccichè a porre un freno e richiamare l’aula al regolamento. Visto che molti di questi emendamenti erano definiti “urgenti e di vitale importanza”, Miccichè ha sospeso la seduta e convocato la conferenza dei capigruppo allargata al governo, per trovare la quadra e capire se sarebbe stato possibile proseguire i lavori o rinviare il tutto a settembe. La conferenza ha deciso di rinviare i lavori con un primo cronoprogramma elencato da Miccichè ai deputati.

Si riapre il 2 settembre con la convocazione della commissione bilancio che dovrà riformulare in un apposito “collegato” tutti gli emendamenti che sarebbero stati agganciati in questa seduta creando un caos. Il 10 settembre riprenderanno i lavori a Sala D’Ercole dove arriverà il nuovo testo elaborato dalle commissioni.

In apertura di seduta, il presidente Gianfranco Miccichè ha voluto ricordare la figura dell’ex deputato e più volte assessore regionale Bartolo Pellegrino, che fu anche fondatore del movimento autonomista Nuova Sicilia.

“E’ stato per più di due lustri – ha sottolineato Miccichè – uno dei personaggi di spicco della politica siciliana. Fu un mio amico personale, uomo dal grande fiuto politico. Ai familiari di Bartolo posso dire, come ho detto ieri al funerale, che hanno avuto la fortuna di avere un uomo vero come padre. Era una persona leale, tutto quello che faceva lo faceva in funzione di un progetto, di un ideale, di qualcosa di importante e sacrificava sempre se stesso e l’interesse personale per portare avanti progetti politici che lui riteneva sempre importanti e ci si dedicava anima e corpo dando veramente tutto se stesso”.

Il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo ha commentato: “Siamo di fronte all’esito di un disastro annunciato: il Parlamento chiude in anticipo perché ostaggio dell’inconcludenza e della tracotanza del governo e della maggioranza. Nella presunzione di approvare la finanziaria senza esercizio provvisorio, il governo Musumeci ha paralizzato il parlamento per i sei mesi successivi con una serie infinita di ‘collegati’. Una melina estenuante portata avanti al solo scopo di non volere affrontare i veri nodi della Regione e le riforme che servono alla Sicilia, lasciando al palo le misure urgenti per il sostengo alle imprese, ai comuni ed ai servizi per i cittadini”.

Duro il commento dei deputati del Movimento 5 Stelle: “Tanto lavoro per nulla. Miccichè Penelope disfà tutto quanto fatto nelle commissioni di merito dell’Ars, dimostrando il proprio fallimento e, visto che la maggioranza era sfilacciata e senza numeri, preferisce rifugiarsi sotto l’ombrellone per evitare il prevedibilissimo naufragio di gran parte delle norme e delle marchette inserite nel collegato alla Finanziaria della quinta commissione. E’ il vergognoso commiato di un vergognoso governo, che prima delle ferie doveva portare a casa grandi e strombazzatissime riforme, quelle dei rifiuti in primis e invece si ritrova con un pugno di mosche in mano, o poco più. Il sipario del teatrino dell’Ars si riaprirà con un maxi-collegato che sarà disegnato ad hoc sui desiderata dei vari deputati, con la speranza di portare a casa il più alto numero di marchette possibile. Evidentemente, ancora una volta, hanno fatto i conti senza il Movimento 5 stelle”.

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