Salvini – Miccichè, disgelo a Palazzo Reale: “Stiamo crescendo anche al Sud”

La seconda giornata di Matteo Salvini a Palermo è quella politicamente più importante e si svolge prevalentemente nei palazzi della politica, con l’incontro con il presidente dell’Ars Miccichè a Palazzo Reale con il quale nei mesi passati c’erano stati forti dissidi ma che nelle ultime settimane sono tornati a “dialogare”. E uno dei temi accennati nell’incontro di oggi è quello della sburocratizzazione, su cui Miccichè ha condotto in passato importanti battaglie: Salvini è sembrato interessato a insistere su questa strada che “potrebbe portare anche a una crescita del Pil e del lavoro”.

Dopo il bagno di folla di ieri – inframmezzato da alcune contestazioni – il leader della Lega spinge il suo partito al Sud e si gioca una partita importante dopo il mancato “sorpasso” in Emilia Romagna.

Ieri Salvini ha cenato con circa 400 militanti della Lega in un albergo di Palermo: fra i commensali, oltre al commissario regionale CAndiani, c’erano anche i sindaci leghisti in Sicilia.

ORE 9.30: Matteo Salvini è arrivato a Palazzo dei Normanni. Ad accoglierlo il presidente dell’Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè. Il leader della Lega sta visitando la cappella Palatina, poi a seguire è in programma una colazione nella sala cinese con Miccichè, quindi la conferenza stampa con i deputati del neo gruppo parlamentare leghista.

ORE 9.45: Il consigliere comunale della Lega di Palermo, Igor Gelarda, in merito alla mancata visita di ieri al mercato popolare di Ballarò, precisa che Salvini “ha evitato di andare per evitare di innescare inutili polemiche” e polemizza con il sindaco Orlando a proposito di un vivace scambio di battute che riguardavano proprio la difficile gestione del quartiere palermitano.

ORE 10.30: Comincia la conferenza stampa di Salvini all’Ars. “”Ci sarà il voto in Veneto fra tre mesi, penso che il centrodestra vincerà superando il 60 per cento e la Lega arriverà al 50. Stiamo crescendo in Sicilia e in Calabria, ci presenteremo, per la prima volta, in Campania e in Puglia”.

ORE 10.36: Riferendosi anche all’ex leader della Lega Umberto Bossi, con il quale ci sono evidenti divergenze di vedute, Salvini ha precisato: “Non c’è alcun problema nella Lega, abbiamo fatto un congresso e un consiglio federale approvati all’unanimità, più di così solo lo scudetto al Milan”.

ORE 10.42: “Chi cerca nella Lega un autobus per perpetuare il suo sistema di potere trova le porte sbarrate, chi porta esperienza positiva e voglia di fare è il benvenuto. Sono molti di più i ‘no’ che diciamo rispetto ai ‘si’, accogliere tutti a prescindere non va bene, non siamo il M5s”.

ORE 10.48: “Avere abolito le Province sulla carta e averle svuotate di uomini e denari è stata una sciocchezza tremenda. Un Paese serio riconoscerebbe l’errore di quel genio di Renzi. La mia visita in Sicilia mi conferma questa idea, che per ora è solo della Lega”.

ORE 10.51: “La Lega sarà presente alle prossime elezioni: da Enna ad Agrigento, da Marsala a Milazzo. Ci rivedremo presto nelle prossime settimane in Sicilia”.

ORE 10.55: “Non abbiamo parlato di assessorati, di rimpasti e accordi politici col presidente Nello Musumeci. Di queste cose se ne occuperanno a livello locale, non è certo Salvini a decidere”.

ORE 10.57: “Una delle emergenze nazionali, di cui abbiamo parlato col presidente Gianfranco Miccichè, prendendo un caffè, è la burocrazia: solo nella sovrintendenza di Palermo sono ferme 18 mila pratiche, sbloccarle significherebbe creare lavoro”.

ORE 11.01: Sui rapporti attuali con Miccichè Salvini è telegrafico e chiarissimo: “In passato mi ha dato anche dello stronzo, ma io non porto rancore a Gianfranco Miccichè: lo ringrazio per l’accoglienza e la visita a Palazzo dei Normanni”.

ORE 11.05: “Su alcuni temi, come il lavoro che è strettamente legato a infrastrutture e burocrazia, contiamo di portare un po’ di energia e una buona dose di concretezza. Musumeci è di una rettitudine e onestà che raramente ho trovato in politica”.

ORE 11.09: Una battuta anche sul Ponte sullo Stretto: “Se come discutevamo col presidente Musumeci il Ponte sullo Stretto si può fare col denaro privato non vedo dove sia il problema. Certo c’è contenzioso di centinaia di milioni di euro e poi bisogna aggiornare il progetto ormai vecchio”.

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