salvini attacca orlando via tweetter

Salvini nei guai per la “Diciotti”. Orlando “invita” la Sea Watch 3. E la sfida continua

Di nuovo Salvini contro Orlando. Ma questa volta la “sfida” tra i due leader politici è indiretta, quasi casuale. Ma il “caso” ripropone, quasi beffardamente, la polemica sui migranti, sull’accoglienza e sui soccorsi in mare che li aveva visti scontrarsi con parole durissime.

Per il vicepremier i guai arrivano dal tribunale dei Ministri di Catania che ha chiesto l’autorizzazione a procedere per il reato di sequestro di persona per il caso della nave Diciotti, quando cioè il Ministro dell’Interno dispose che venissero trattenuti a bordo i 174 migranti che erano stati soccorsi in mare e che stavano sbarcando in Sicilia.

Il tribunale dei Ministri, composto da Nicola La Mantia, Paolo Corda e Sandra Levanti, ritiene che Salvini abbia abusato dei suoi poteri “violando le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare e le correlate norme di attuazione nazionali”, bloccando le procedure di sbarco (ci sarebbe anche l’aggravante della presenza a bordo di minori). In pratica quella che era stata la posizione del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, smentita nei fatti dalla Procura di Catania secondo cui si trattava di una scelta politica non sindacabile.

Salvini ha reagito su Fb, confermando innanzitutto che non modificherà la sua posizione di un millimetro e che continuerà a lavorare per difendere i confini: “Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini in Italia – ha detto sui social -. Manco fossi uno spacciatore o uno stupratore. Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire si o no, libero o innocente, a processo o no”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando invece ha inviato una lettera al comandante della nave Sea Watch 3 che nei giorni ha salvato 47 naufraghi nel Mediterraneo e che aspetta ancora indicazioni per lo sbarco in un porto sicuro.

“Di fronte alle ennesime tragedie del mare causate da politiche criminali e criminogene dell’Europa e dell’Italia – afferma Orlando – e di fronte all’impegno umano e civile di chi salva vite umane, chiediamo con urgenza che nel rispetto della Costituzione italiana e del diritto internazionale, sia garantito al più presto un approdo sicuro. Come sempre, Palermo, con il suo collaudato sistema di accoglienza che coinvolge tanti soggetti pubblici e privati ed una vasta rete sociale di solidarietà, è pronta ad accogliere questi naufraghi è gli uomini e le donne che li hanno salvati da morte certa.”

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