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Salvini – Orlando, lo scontro infinito: “Io stragista? Ho fermato una mangiatoia”

Ieri Leoluca Orlando, oggi Matteo Salvini. Il sindaco di Palermo e il Ministro dell’Interno non si amano di certo e non perdono occasione per mandarsi bordate. Ormai, sul tema dell’immigrazione, dell’accoglienza e dei porti chiusi o aperti, le posizioni sono note, cambia soltanto la virulenza degli attacchi mediatici.

Ieri Orlando, presente a una conferenza stampa della piattaforma Mediterranea, aveva fra l’altro ipotizzato il ricorso alla Corte di Giustizia europea dell’Aja, definendo Salvini “complice delle stragi di migranti in mare”.

Oggi Salvini, con un tweet, risponde con molta durezza. “Secondo questo fenomeno del Pd (il riferimento è proprio a Orlando, ndr) sarei uno stragista e avrei determinato un ‘genocidio volontario’. Da ricovero immediato. Orgoglioso di aver fermato la mangiatoia dell’immigrazione clandestina: meno partenze, meno sbarchi, meno morti! #portichiusi”.

Nel tweet, a scanso di equivoci, Salvini posta un ritaglio di giornale con una intervista rilasciata da Leoluca Orlando sulla vicenda delle Ong.

Poi il vicepremier dà un’altra stoccata. “Il suo sindaco vuole porti aperti e l’anagrafe per gli immigrati, ma Palermo è l’unico capoluogo di provincia e di regione a non avere ancora la carta di identità elettronica. Eppure Orlando è ossessionato dai clandestini e dal sottoscritto. Evidentemente è distratto…”.

E il sindaco non si è fatto “pregare” per la risposta: “Se il Ministro Salvini stesse meno su Facebook e di più al Ministero, saprebbe per quali motivi, risalenti al 2001 e 2011, quando io non ero Sindaco e lui non era Ministro, il Comune di Palermo non ha ancora potuto attivare il rilascio della carta di identità elettronica. Ma da un Ministro dell’interno che pensa di potersi sostituire con provvedimenti sovversivi alle Forze Armate o ai Sindaci, non mi aspetto che sappia cosa sia la A.N.P.R. Così come è avvenuto sulla vicenda dei beni confiscati mai assegnati al Comune di Palermo, ancora una volta Salvini ha perso l’occasione per evitare di dimostrare di non avere idea di cosa avviene negli uffici del Ministero dell’Interno”.

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