Sanità in Sicilia e appalti sotto inchiesta: gare truccate, eseguite 10 misure cautelari

Attraverso un’indagine sugli illeciti nel mondo della sanità in Sicilia, la Guardia di Finanza ha scoperto sei gare truccate e ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 10 persone. Gli indagati dell’inchiesta “Sorella Sanità 2” sono accusati di corruzione, turbata libertà degli incanti, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Varie le tangenti intercettate: una da 700.000 euro versata al presidente della commissione di gara in un appalto dal valore di circa 12 milioni per la realizzazione, gestione e manutenzione del sistema informativo dell’ASP 6 di Palermo. E altre a un pubblico ufficiale e un complice nell’ambito di due gare da oltre 220 milioni.

Sarebbero stati predisposti dalla società aggiudicataria contratti meramente formali di manutenzione di apparecchiature, con l’unica finalità di giustificare, grazie all’utilizzo di fatture false, il passaggio di somme di denaro che, tramite un’impresa compiacente, sarebbero poi giunte ai presunti soggetti corrotti.

Inoltre si ipotizza la tesi di un tentativo di turbativa di una procedura di gara ad evidenza pubblica ad opera, tra gli altri, di un appartenente alle forze dell’ordine. Ed ancora ipotesi di turbativa di una gara pubblica del valore di 227,6 milioni di euro indetta per l’affidamento dei servizi di pulizia in ambito sanitario, nel cui contesto sarebbero emerse responsabilità di un pubblico ufficiale dell’ASP di Enna, in qualità di consulente della Regione Siciliana;

Sarebbe possibile anche il coinvolgimento del presidente della commissione di gara per l’affidamento del servizio di ossigenoterapia domiciliare relativo alle aziende del bacino occidentale della regione Sicilia, del valore di 66,4 milioni di euro. Costui avrebbe rivelato informazioni riservate ai dirigenti della società aggiudicatrice dell’appalto, in cambio della promessa di una tangente pari all’1% dell’importo di gara, nonché di soggiorni in hotel di lusso.

Infine c’è anche l’ipotesi di corruzione di un funzionario dell’ASP di Enna, ad opera di due dirigenti di un’importante società del settore sanitario, al fine di ottenere indebitamente la prosecuzione di un contratto relativo all’assistenza domiciliare respiratoria per il bacino orientale dell’isola siciliana, del valore complessivo di 140,7 milioni di euro.

GLI INDAGATI

Gli indagati sono Giovanni Luca Vancheri 53 anni, di Caltanissetta funzionario dell’Asp di Enna, arrestato per corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Ai domiciliari è andato Stefano Mingardi, 57 anni di Trezzano sul Naviglio (Mi), avvocato, indagato per riciclaggio ed emissione di fatture false; Loreto Li Pomi, 59 anni, palermitano, luogotenente dei Carabinieri, in servizio al Nas, indagato per tentata turbata libertà degli incanti; Giuseppe Bonanno, 45 anni di Caltanissetta, referente della società Althea Spa, indagato per corruzione; Cristian Catalano, 40 anni di Palermo, referente della società Althea spa, indagato per corruzione.

Obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria per Luigi Giannazzo, 56 anni di Catania, amministratore delegato della società Dedalus Italia Spa, indagato per corruzione; Giuseppe Gallina, 54 anni di Carini (Pa), amministratore della società Healtech srll, indagato per riciclaggio ed emissione di fatture false; Alberto Vay, 49 anni di Villarbasse (To), dirigente della società Vivisol srl, indagato per turbata libertà degli incanti e corruzione; Claudio Petronio, 67 anni, Molteno (Lc), dirigente della società Vivisol srl, indagato per turbata libertà degli incanti e corruzione; Massimiliano D’Aleo, 47 anni,di Altavilla Milicia, referente della società Generay srl, indagato per tentata turbata libertà degli incanti. Divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per Healtech srl, esercente attività di “riparazione e manutenzione di apparecchi medicali”, con sede a Carini (PA); Vivisol srl, esercente attività di “fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici”, con sede a Monza e Althea spa esercente attività di “riparazione e manutenzione di apparecchi medicali”, con sede a Roma.

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