Scandalo Covid in Sicilia, le intercettazioni di Razza: “I morti? Spalmiamoli un poco…”

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è indagato nell’inchiesta riguardante i dati falsi sulla pandemia comunicati all’Istituto Superiore di Sanità e, in una intercettazione telefonica del novembre scorso dopo la decisione del Governo di mettere la Sicilia in “zona arancione”, dice alla dirigente regionale, Maria Letizia Di Liberti (ora ai domiciliari), come agire con i dati.

L’assessore diceva a Di Liberti di “spalmare un po’ i dati“. “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, chiede lei non sapendo di essere intercettata. “Ma sono veri?”, chiede Razza. “Sì, solo che sono di 3 giorni fa”, risponde. E Razza dà l’ok: “spalmiamoli un poco”.

Il Gip parla infatti di “disegno politico scellerato”. In sostanza, i coinvolti avrebbero alterato i dati sulla pandemia diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Positivi e decessi sarebbero stati “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa.

“Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissà da quanto! “, dice Razza.

Nella telefonata, l’assessore si dice amareggiato e deluso “per non essere riusciti ad assicurare la buona gestione dell’emergenza sanitaria”. Il Gip scrive che “Razza riferisce che il 90% della situazione creatasi è attribuibile alla loro piena responsabilità, ma la Di Liberti sostiene che i dati sono quelli estrapolati dalle piattaforme informatiche, al che l’assessore le fa notare, con rammarico, che nessuno lo ha mai informato della grave criticità emersa, a suo dire, da un raffronto dei dati della Regione Siciliana con quelli comunicati dalle altre Regioni”.

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