Sciacca, il sindaco dice ‘no’ al Covid Hospital: “É rischioso, la Regione modifichi il piano”

Il Comune di Sciacca dice no al Covid Hospital. A prendere posizione è il sindaco Francesca Valenti con una lunga lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana, al ministro e all’assessore regionale della Salute, al presidente della commissione Salute dell’Ars, al prefetto di Agrigento, al direttore dell’Asp, al commissario ad acta degli Ospedali civili riuniti Sciacca e Ribera. La stessa lettera è stata inviata al presidente di Anci Sicilia e al procuratore della Repubblica.

Il piano della Regione è di attivare 75 posti di degenza ordinaria di pazienti Covid-19 nel presidio ospedaliero di Sciacca, ma Valenti tuona: “Contesto con forza il piano che fa diventare l’ospedale di Sciacca ‘Covid Hospital’ dell’intera provincia e della Regione Siciliana. Ne chiedo l’immediata modifica, mantenendo la funzionalità in sicurezza di tutti i reparti del Giovanni Paolo II e individuando altra struttura da destinare in via esclusiva alla degenza ordinaria dei pazienti Covid-19″.

“Tale decisione, adottata peraltro senza alcun coinvolgimento dei sindaci quali autorità sanitarie e capi della protezione civile locali, viola manifestamente le precise indicazioni ministeriali ed è altamente rischiosa – aggiunge – per la salute dei pazienti non Covid, nonché compromette la regolare funzionalità di tutti i reparti non Covid e genera allarme sociale”.

Nel frattempo la Sicilia si prepara ad affrontare il picco del Coronavirus, previsto tra il 10 e il 20 aprile. Il piano della Regione (una volta entrato a regime) prevede un totale di 3.405 posti letto: 2.800 per la degenza ordinaria e 605 per la terapia intensiva. Allo step del 10 aprile l’assessore Ruggero Razza, che ha firmato il piano con il dirigente generale Mario La Rosa, prevede una disponibilità del 70%. Dieci giorni dopo la copertura dei posti previsti sarà totale. Il piano lascia però aperta la strada ad altre soluzioni in linea con l’andamento e l’evoluzione della pandemia. Nel picco massimo, ha detto l’assessore e vice presidente della Regione Toto Cordaro, in Sicilia il dato dei contagiati potrà oscillare tra 4.500 e 7.500 pazienti. Palermo e Catania avranno la disponibilità più alta: 846 posti (di cui 162 per la terapia intensiva) Palermo e 833 (141 per la terapia intensiva) Catania.

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