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Scomparsa Antonio e Stefano Maiorana, spunta il nome di Matteo Messina Denaro

Ricatto sessuale e Matteo Messina Denaro. Ecco i due elementi che riguarderebbero la scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, avvenuta il 3 agosto 2007.

Questo è l’esito dell’indagine sui due, padre e figlio: la Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione perché il quadro probatorio ricostruito non consentirebbe un processo ma sia il movente che il nome del boss sono contenuti nelle carte giudiziarie.

Infatti, dalla deputazione di due testimoni sentiti dai magistrati è emerso che il boss di Castelvetrano, uno dei latitanti più ricercati al mondo, avrebbe avuto una relazione con la compagna di Antonio Maiorana, l’argentina Karina Andrè, indagata e poi prosciolta.

Un teste ha dichiarato: “Il mio rapporto con Karina André è diventato più intimo dal maggio del 2007. Proprio in quei mesi, la donna mi parlò di un rapporto molto confidenziale che la stessa aveva con un mafioso di Trapani. Di questa persona mi disse che era un mafioso ‘importantissimo’ e che, se lei lo avesse chiesto, aveva un potere tale che avrebbe potuto risolvere qualunque tipo di problema: tuttavia non ne fece mai espressamente il nome. Ritengo molto probabile che si tratti di Matteo Messina Denaro”. E un secondo testimone ha raccontato: “Karina era legata a un soggetto benestante di Trapani. Ho dedotto che era Matteo Messina Denaro. Una sera, mentre si trovava a bordo di un’autovettura insieme al compagno e ad altre quattro persone, si sono fermati nella zona del lungomare di Trapani. Uno di questi soggetti fu ucciso a colpi di arma da fuoco. Lei mi disse che il suo compagno, quando aveva problemi con altri, era solito eliminarli fisicamente”.

Quindi, secondo gli inquirenti, alla base dell’omicidio dei Maiorana ci sarebbe un ricatto sessuale. Il Maiorana padre, infatti, sarebbe entrato in possesso di un video hard che coinvolgerebbe uno dei suoi soci e lo avrebbe ricattato, pretendendo, in cambio del silenzio, le sue quote della società immobiliare Calliope SRL. Il figlio Marco avrebbe poi saputo del ricatto e, su un Topolino, ha scritto: “Con Karina, abbiamo distrutto la memoria del pc”. E poi si sarebbe tolto la vita non reggendo a quanto appreso.

Ora, la vittima del ricatto avrebbe dato un appuntamento a Maiorana, facendogli credere che l’avrebbe coinvolto in un affare immobiliare. In realtà, si sarebbe trattato di un tranello e sia il padre che il figlio sarebbero stati uccisi.

A tal riguardo, come si legge sull’edizione palermitana di Repubblica, l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Rossella Accardo, madre di Stefano ed ex moglie di Antonio, ha dichiarato che “dalle indagini viene fuori al cento per cento che Antonio e Stefano Maiorana sono stati soppressi e che siamo davanti ad un omicidio e non ci sono più dubbi sull’allentamento volontario. Manca la chiave di volta: capire dove sono i corpi, mentre è stato accertato il movente che sarebbe un ricatto sessuale legato alle immagini di una persona con una minorenne. Il video era in possesso di Antonio Maiorana come ci dicono due testimoni. Lui stesso avrebbe fatto le riprese per ricattare alcune persone […] Ai magistrati va il nostro plauso per il lavoro svolto e la sensibilità mostrata. Adesso dovrò verificare se quanto raccolto da noi puntellerà il lavoro svolto dagli investigatori e valuteremo se ci opporremo alla richiesta di archiviazione”.

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