Scomparsa di Santo Alario, suoi i resti trovati a Caccamo. La Procura vuole riaprire il caso

I resti, ritrovati nel giugno 2019 in contrada Gurgo, nelle campagne di Caccamo (Pa), apparterrebbero a Santo Alario, l’uomo di 42 anni scomparso da Capaci il 7 febbraio 2018. A confermarlo sono i carabinieri del Ris dopo gli esami sui resti. Lo scrive il Giornale di Sicilia.

Le ossa e gli indumenti ritrovati vengono ritenuti infatti compatibili dagli inquirenti con quelli della vittima. Il Dna delle ossa è stato comparato con quello della vittima trovato in alcuni capelli rimasti su una spazzola. E’ stato messo a confronto anche con quello della madre Maria Anna Musso, confermando, per il Ris, “un rapporto di parentela verticale (madre/figlio)”.

Alla luce di questi nuovi elementi la procura di Termini Imerese ha deciso di appellare la sentenza di primo grado: secondo gli inquirenti sarebbe stato ucciso dall’amico Giovanni Guzzardo che, tuttavia, da questa accusa era stato assolto a luglio perché non era stato trovato il cadavere e l’arma. I due, durante un viaggio in campagna, erano spariti nel nulla e loro la macchina era stata ritrovata vuota alcuni giorni dopo, non lontano dalla diga Rosamarina.

Secondo i carabinieri sarebbe “788 mila volte più probabile” che le ossa siano di Alario che non di un’altra persona, tanto che è possibile affermare – come scrivono – che le ossa in reperto sono relative ad Alario Santo”. La compagna di Alario, Rosalia Sparacio, avrebbe riconosciuto alcuni indumenti ritrovati nelle campagne di Caccamo. Le indagini dei carabinieri proseguono per scoprire chi abbia ucciso l’uomo

 

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