Scuola, rinviata di tre giorni in Sicilia la riapertura: le lezioni ripartono il 13 gennaio

Il ritorno a scuola in Sicilia sarà rinviato di tre giorni: non più lunedì 10 gennaio ma giovedì 13. Una decisione che prendeva corpo ora dopo ora, sollecitata dall’Anci e da molti sindaci che hanno già adottato ordinanze autonome, motivata dall’aggravamento della situazione epidemiologica e per effetto delle oggettive complessità applicative delle disposizioni nazionali per la riapertura delle scuole.

Questo lasso di tempo, come è emerso dalla riunione di una apposita task force presieduta da Elio Cardinale alla quale hanno preso parte gli assessori Razza e Lagalla in rappresentanza del Governo regionale, servirà a studiare meglio tutti gli aspetti organizzativi che si rendono necessari alla luce della nuova ondata di contagi che ha colpito la Sicilia.

Difficile dire al momento quali soluzioni verranno adottate in concreto e non è da escludere nemmeno che il rinvio possa essere ulteriormente prolungato nei prossimi giorni. Certamente è già stata fissata una nuova riunione per mercoledì 12 gennaio e in quella data potranno essere analizzati meglio i dati più recenti della pandemia.

Il presidente della Regione Musumeci spiega la decisione: “Registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari che ci chiedono di farci interpreti presso il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza. Lo abbiamo già fatto fino a ieri sera. Frattanto, la sensibilità che è stata evidenziata anche dai sindaci della Sicilia, non può lasciarci immobili, ma non possiamo neppure alimentare un inutile conflitto con il governo centrale che ha già annunciato di volere impugnare decisioni in contrasto con la legislazione vigente. Abbiamo adottato la soluzione più ragionevole, giuridicamente compatibile, che tiene conto della decisione di tutti: quella di utilizzare i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico consentendo uno slittamento dell’apertura delle scuole di alcuni giorni, fino ad un massimo di cinque. Questo lasso di tempo ci permette di cogliere lo stato di andamento della pandemia e consente alle scuole e al sistema sanitario di prepararsi a realizzare gli obiettivi condivisibili posti dal governo centrale”. 

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