Sea Watch 3 in rotta verso Licata dopo il sequestro. Scontro Salvini – Patronaggio

Quella di ieri, a una settimana dal voto europeo che potrebbe modificare gli equilibri politici del governo Conte, non è stata una serata facile per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in seguito allo sbarco dei restanti migranti che erano a bordo della Sea Watch 3 a Lampedusa, autorizzato dalla Procura della Repubblica di Agrigento dopo il sequestro della nave Ong tedesca.

LE PAROLE DI SALVINI NELLA NOTTE – Rivolgendosi al procuratore capo Luigi Patronaggio ieri notte, Salvini ha affermato: “La Sea Watch non doveva sbarcare. Siamo uno Stato di diritto e non do nessuna autorizzazione. Se qualcuno ha autorizzato deve dare spiegazioni. È lei, dottor Patronaggio, ad avere autorizzato? Caro procuratore, le chiedo se è lei che si è assunto la responsabilità degli sbarchi […]. Da lei, Patronaggio, sono stato accusato di sequestro di persona. Non sono simpatico a questo signore”.

Il vicepremier ha anche affermato che “se nelle prossime ore ci saranno arresti per coloro che hanno infranto le leggi, ci sarà il sequestro definitivo di questa barca di vice scafisti e se ci sarà il loro arresto, è un conto. Se la nave sarà messa fuori uso, anche affondandola, bene. Altrimenti ho il dubbio che qualcuno abbia voluto compiere un atto politico: se qualche procuratore vuole sostituirsi al governo o al Parlamento si candidi […] Se è stato un escamotage per far sbarcare i migranti, mi muoverei perché è favoreggiamento al traffico di esseri umani”.

LE MOTIVAZIONI DEL SEQUESTRO PROBATORIO – Comunque sia, la Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati il comandante della Sea Watch 3, Arturo Centone. Il provvedimento è stato notificato dalla Guardia di finanza, contestualmente alla notifica del sequestro probatorio. Centone è accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: si tratta del primo indagato nell’inchiesta che, all’inizio, era stata aperta contro ignoti. La nave, invece, lascerà oggi il porto di Lampedusa per dirigersi a Licata.

Patronaggio ha spiegato che il sequestro probatorio è stato disposto “per violazione dell’articolo 12 del testo unico dell’Immigrazione. Il mezzo navale è stato posto a disposizione di questa Procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata. I migranti posti in salvo saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri”.

IL SINDACO DI LAMPEDUSA: “PER IL GOVERNO NON ESISTIAMO” – Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, all’Adnkronos, ha affermato che “ieri, per l’ennesima volta, e semmai ce ne fosse bisogno, si è capito che i porti sono aperti e che continuano a esserci gli sbarchi di migranti in Italia. Solo che i riflettori si accendono solo quando la nave è di una ong, mentre gli sbarchi a Lampedusa sono continui”.

“Se c’è una ong allora succede il finimondo, arrivano tv e giornlisti. Mentre per noi è la normalità ma non gliene frega niente a nessuno – ha aggiunto Martello – Quasi quotidianamente sbarcano migranti a bordo di barchini piccoli o grandi ma non ne parla nessuno, non li vede nessuno. Poi, se i migranti sono stati soccorsi da una ong apriti cielo. Non è normale”.

Per Martello, poi, a proposito dell’annuncio del Governo che non sarebbe sbarcato nessuno e la decisione della Procura, “bisognerebbe fare un po’ di chiarezza sui ruoli che ricopre ognuno di noi. Ormai c’è una invasione di campo tra ministeri e istituzioni, la gente non sta capendo più niente. Questo è il classico esempio di ciò che è accaduto ieri a Lampedusa. Sono successe tante cose. Intanto bisognerebbe capire chi comanda a mare, ad esempio, è il ministero della Difesa? Se ci sono problemi di irregolarità c’è la Procura e poi c’è la politica che continua, come dicevo prima, a disinformare la gente solo per fomentare le piazze a fini elettorali […] Per questo governo l’isola di Lampedusa non esiste. L’esecutivo non può continuare a non prendere in considerazione Lampedusa. Se ci fosse un po’ di rispetto istituzionale, il Comune dovrebbe essere almeno interpellato dal governo, invece niente. Il silenzio assoluto”.

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