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Sea Watch 3, Guardia di Finanza a bordo per notificare “decreto sicurezza”

“Questa notte la Guardia di Finanza per due volte ha fatto visita alla Sea Watch 3 per notificare il Decreto Sicurezza bis alla nostra comandante”.

Lo scrive in un post su Twitter la Ong sottolineando che “non si comprende la necessità di farlo nel cuore della notte. Restiamo al largo di Lampedusa – conclude il post – e reiteriamo la richiesta di sbarco”.

Secondo quanto trapela i finanzieri avrebbero solo consegnato il decreto all’equipaggio senza contestare reati. L’imbarcazione come specificato dall’equipaggio rimane al largo dell’isola ma è guardata a vista dai mezzi della Guardia di finanza e della Guardia costiera.

Il Viminale aveva autorizzato lo sbarco a Lampedusa di 10 dei 53 migranti a bordo in quanto bisognosi di cure mediche: si trattava di 3 minori, 3 donne di cui due incinte, due accompagnatori e due uomini malati.

L’autorizzazione era concessa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che però ha ribadito il no ad un via libera per la nave Sea Watch, per la quale dunque restano in vigore i divieti di ingresso transito e sosta in acque italiane. I divieti portano la firma  congiunta dei Ministri Salvini, Trenta e Toninelli: “Io voglio il bene di tutti ma per quello che riguarda questa nave fuorilegge per me può stare lì per settimane, per mesi, fino a Capodanno”.

E aggiunge: “Ci sono persone a bordo per scelta di questi delinquenti, per scelta di questi sequestratori di esseri umani. Bambini, donne incinte e malati scendono, questi delinquenti risponderanno alle loro coscienze di eventuali problemi. Questi dovevano andare in Libia, potevano andare in Tunisia o a Malta: sono arrivati in Italia. L’hanno chiesto loro il porto alla Libia, la Libia lo ha dato e loro hanno disobbedito”.

Poche ore prima il ministro dell’Interno aveva invece annunciato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sicurezza bis, avvenuta nella serata di ieri dopo la firma del Capo Dello Stato. Il testo del decreto sicurezza (18 articoli) contiene disposizioni in materia di contrasto all’immigrazione illegale, di ordine pubblico, di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. Tra i punti centrali – e oggetto di numerose limature, fino a far sparire il  riferimento ai migranti soccorsi in mare presente nelle prime bozze del dl – le multe da 10mila a 50mila euro per il comandante della nave che non rispetta il divieto di ingresso nelle acque territoriali. In caso di reiterazione del reato è prevista la confisca della nave.

La misura – pur non esplicitandolo – punta a colpire le navi delle Ong che soccorrono i migranti. La norma, come sostenuto da Salvini, sarà applicata alla Sea Watch 3, attualmente a sud di Lampedusa con 52 persone soccorse a bordo, se tentasse di entrare nelle acque territoriali italiane.

Intanto, la Sea Watch continua a chiedere un porto sicuro per far sbarcare i 52 migranti salvati tre giorni fa escludendo l’ipotesi di un ritorno in Libia: “Noi non lo faremo mai. Il fatto che la Libia non sia un porto sicuro non è una nostra valutazione. Riportando indietro queste persone commetteremmo un respingimento collettivo, un crimine per cui l’Italia è già stata condannata. Tutti loro – si legge – hanno bisogno di protezione, tutti hanno bisogno di avere la terra sotto i piedi”.

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