Sea-Watch

Sea Watch 3: nave sequestrata, migranti sbarcati. Furiosa polemica Salvini-M5S

AGGIORNAMENTO ORE 22.00: Scoppia anche per questo caso la polemica tra Lega e M5S. Salvini dice. “Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Io sorrido ma è grave. Perché siamo un Paese sovrano con leggi, regole, una storia e nessuna associazione privata se ne può disinteressare. Qualcuno quell’ordine lo avrà dato. Questo
qualcuno ne deve rispondere”. Il riferimento è ai 5 Stelle che rispondono duramente. Toninelli: “Salvini, se ha qualcosa da dirmi, me la dica in faccia. Non parli a sproposito del sottoscritto in Tv. È evidente che l’epilogo della vicenda è legato al sequestro della nave da parte della magistratura, non serve un esperto per capirlo. Magari il ministro dell’Interno si informi prima di parlare. E trovi soluzioni vere sui rimpatri, non ancora avviati da quando è il responsabile della sicurezza nazionale”. Di Maio rincara: “Non accetto che il ministro dell’Interno dice che se stanno sbarcando dalla Sea Watch è perché i ministri 5 Stelle hanno aperto i porti. La nave è stata sequestrata dalla magistratura e, quando c’è un sequestro, si fanno sbarcare obbligatoriamente le persone a bordo. Si legga le leggi dello Stato che lui rappresenta. Non accetto si accusi il Movimento sulla politica migratoria che noi abbiamo tenuto con rigore”.

AGGIORNAMENTO ORE 21.10: Salvini attacca il procuratore di Agrigento Patronaggio. “Questo procuratore mi ha indagato per sequestro di persona. Prendo atto delle sue parole e approfondiremo la possibilità di denunciarlo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Se vuole fare il ministro dell’Interno si candidi alle elezioni. Se qualche ministro ha dato l’autorizzazione a sbarcare gli immigrati ne risponderà davanti agli italiani, se qualcuno vuole aprire i porti e aiutare gli scafisti ne risponderà davanti agli italiani”. Da fonti del M5S non risultano intromissione di ministri pentastellati.

AGGIORNAMENTO ORE 20.45: Matteo Salvini durissimo. “Già in passato abbiamo assistito a sequestri di navi delle Ong poi finiti in nulla. Finché il ministro sono io, nego l’autorizzazione allo sbarco. Se qualche procuratore intende fare il ministro si candidi alle elezioni. Per quanto mi riguarda, anche in caso di sequestro della nave non deve scendere nessuno a terra. Chi la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità”.

AGGIORNAMENTO ORE 20.00: “I naufraghi verranno sbarcati a Lampedusa” nelle prossime ore. Lo dice la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi sottolineando che “ancora una volta si è dimostrato che i porti dell’Italia non sono chiusi”. Linardi ha poi detto che i pm hanno disposto il sequestro probatorio della Sea Watch 3. “La nave è a disposizione degli inquirenti per verificare se effettivamente c’è un reato da contestare. Siamo molto sereni e sicuri – ha aggiunto – che la giustizia farà il suo corso”.

AGGIORNAMENTO ORE 19.00: La vicenda della Sea Watch “conferma una volta di più l’urgenza di approvare il decreto sicurezza bis già nel consiglio dei ministri di domani, per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro. La difesa dei confini deve essere una decisione della politica, espressione della volontà popolare, o di magistrati e ong straniere?”. Lo affermano fonti del Viminale in merito al sequestro della Sea Watch da parte della Gdf sottolineando che si tratta di un “tema fondamentale”.

AGGIORNAMENTO ore 18.55: La Sea Watch è “una nave fuorilegge”: la “magistratura faccia come crede, ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco”. E’ quanto dicono fonti del Viminale dopo il sequestro della nave da parte della Gdf sottolineando che il ministro Salvini “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise su presunti scafisti presenti a bordo”.

AGGIORNAMENTO ORE 18.30: La Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro della Sea Watch 3. Secondo quanto si apprende, i militari delle Fiamme Gialle sono da pochi minuti a bordo della nave, ancorata alla fonda a mezzo miglio a sud del porto di Lampedusa, per un’attività di polizia giudiziaria finalizzata proprio al sequestro. I militari procederanno inoltre alla denuncia dell’equipaggio all’autorità giudiziaria.

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La Sea Watch 3, la nave della Ong tedesca è entrata in acque territoriali italiane: lo ha fatto senza che il divieto di ingresso fosse revocato. Il comandante aveva riferito la volontà di arrivare a Lampedusa e alla fine ha agito per “ragioni umanitarie”, così come sostenuto dalla portavoce italiana Giorgia Linardi: le condizioni a bordo “supererebbero le motivazioni che hanno portato al diniego”.

La nave era da giorni stabilmente ad una quindicina di miglia al largo di Lampedusa e dopo aver chiesto ufficialmente di revocare il divieto, alla fine ha fatto rotta verso l’Isola, fermandosi alla fonda, poco fuori il porto: “La nostra scelta è diventata obbligata”, afferma la nave della Ong, che è stata avvicinata da una motovedetta della Gdf prima di ricevere il permesso di ancorarsi alla fonda in attesa di ulteriori comunicazioni.

La Ong su Twitter aveva riferito che alcuni migranti a bordo avevano minacciato di suicidarsi se non fosse stato loro consentito loro di sbarcare in un porto sicuro: “Siamo molto preoccupati perché alcune delle persone a bordo della nave parlano di suicidio. Si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro. Una situazione che, assieme al mal di mare e all’assenza di speranza e prospettive sta rendendo le persone davvero vulnerabili”.

Alla richiesta della Ong però fa da contraltare la posizione di Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno ribadisce: “bbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali. Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia”.

La nave ha tenuto per tutta la notte tra venerdì 17 e sabato 18 maggio una rotta parallela all’isola, senza però mai passare il limite delle acque territoriali delle 12 miglia e senza dirigere, come chiesto ieri dal Viminale, verso la Tunisia. “18 persone sono a terra, siamo felici per loro – aveva scritto la Ong in un tweet – Ma a bordo restano 47 persone senza un porto sicuro. Persone, tra cui una donna incinta e un uomo disabile, i cui diritti sono negati”.

Intanto, il procuratore aggiunto di Agrigento, a Lampedusa per interrogare il comandante e il capomissione della Mare Jonio, ha aperto un fascicolo contro ignoti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per la Sea Watch.

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