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Sea Watch, Orlando contro Salvini: “Lo denuncio”. Il ministro: “Tremo dalla paura”

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha partecipato stamani all’incontro organizzato da Greenpeace e da Mediterranea a bordo della nave Rainbow Warrior, per discutere del dovere di soccorso in mare ai migranti, dopo la nota vicenda dell’arresto della comandante della Sea Watch, Carola Rackete.

Orlando ha spiegato che la propria presenza è per “per ribadire la solidarietà e per confermare la cittadinanza onoraria all’equipaggio della Sea Watch e per dire che questa esperienza è vittima di una sorta di monomania del Ministro dell’Interno, il quale non si occupa della sicurezza, ma si occupa soltanto dei migranti che sono soccorsi dalle ONG, ieri dalla Mare Jonio e oggi dalla Sea Watch”.

“Mentre il ministro si occupa soltanto di ostacolare il lavoro delle ONG, centinaia approdano sull’isola, come ha dichiarato lo stesso sindaco di Lampedusa, dando la percezione che abbiamo un ministro dell’interno che ci auguriamo non usi i suoi poteri speciali di pubblica sicurezza solo per creare problemi alle navi della società civile – ha aggiunto Orlando – La conseguenza di ciò è la emarginazione assoluta dell’Italia nel contesto Europeo, con danni incalcolabili per la nostra economia e per la nostra stessa credibilità. È un comportamento vergognoso del ministro dell’interno che, tra l’altro, viene smentito dal ministro degli esteri, il quale ha affermato con grande chiarezza che la Libia non è un porto sicuro”.

“La comandante della nave si difenderà, come è giusto che sia in uno stato di diritto – ha continuato Orlando – Non si avvale dell’immunità parlamentare di cui si è avvalso vergognosamente il ministro Salvini e dimostrerà che si è trovata nell’esercizio delle sue funzioni di comandante di una nave, perché la legge del mare non fa distinzioni tra il salvataggio del crocierista, il salvataggio del diportista ed il salvataggio del migrante: impone al comandante di salvare vite umane e di condurle nel porto che ritiene sicuro”.

“La comandante ha atteso giorni e giorni, mentre chi stava a bordo viveva sofferenze e, alla fine, facendo fino in fondo il proprio dovere in base al diritto internazionale del mare, ha cercato di mettere in salvo questi migranti. La verità è che lo stato di emergenza e necessità è stato creato ad arte dal Ministro dell’interno, che per questo intendo denunciare come unico e vero responsabile e di quello che è accaduto. Rivolgo un appello all’Europa, ai sindaci di tutta Europa: per favore non penalizzate i diritti in Italia per colpa di un governo impresentabile”, ha concluso il primo cittadino.

Lapidaria e sarcastica la risposta su Twitter del ministro Matteo Salvini: “Il sindaco sinistro di Palermo mi vuole denunciare…Tremo dalla paura”.

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