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Sea Watch, migranti ancora sulla nave: sbarco rimandato per guasto tecnico

È slittato a stamattina l’arrivo a Catania della Sea Watch, la nave battente bandiera olandese della ONG tedesca con 47 migranti a bordo che saranno accolti dall’Italia e da altri sei Paesi dell’Unione Europea (Lussemburgo, Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta).

Il Viminale già ieri aveva fatto sapere che la naveva aveva avuto indicazione di dirigersi verso il porto di Catania: “scelta determinata dalla presenza dei centri ministeriali per accogliere i minori”. I maggiorenni, invece, saranno trasferiti all’hotspot di Messina.

Il Tribunale dei Minori della città etnea in vista dello sbarco, ha nominato un tutore per ciascuno dei minori che si trovano a bordo della nave.

Il vicepremier Matteo Salvini, intanto ha annunciato di stare lavorando “a un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte”. Non un blocco navale ma l’applicazione di “norme già esistenti”. Il leghista ha spiegato che “se finalmente dopo dieci giorni, grazie alla nostra presa di posizione ferma, alcuni Paesi europei si sono ricordati di essere Paesi europei vuol dire che abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato”.

Critica, invece, la posizione di Maurizio Martina, candidato alla segreteria nazionale del PD: “In questo paese i prepotenti al governo fuggono dai processi anche quando hanno violato la legge. Noi no, non abbiamo violato alcuna legge e siamo saliti su quella nave perché era giusto per quelle persone. Se un paese ci processa per questo siamo pronti a risponderne”. Martina, infatti, insieme agli altri esponenti del PD (e non solo) saliti sulla nave, è indagato a Siracusa.

Leggi anche: Sea Watch, dalla dramma dei 47 migranti alla show della politica italiana ed europea

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