Sea Watch, parla il legale di Carola Rackete: “Nessuna volontà di speronare la Gdf”

Salvatore Tesoriero, legale del comandante della nave Ong, ha affermato che “è stata fatta una manovra in condizioni di estrema difficoltà, ma non c’è stato alcun atto criminale né la volontà di speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, solo la necessità di salvare delle vite”.

L’avvocato ha sottolineato che “non c’è stato alcun contatto” con la Gdf. Da parte di Carola, ha ribadito, “c’era solo la necessità di portare in salvo persone in condizioni estreme.

Carola Rackete “ha fatto di tutto per salvare vite umane” ha aggiunto l’avvocato Tesoriero che, rispondendo ai cronisti, ha spiegato che una possibile strategia difensiva sarà quella di contestare il fatto che la motovedetta della Gdf possa essere considerata nave da guerra.

Intant, la Cgil Sicilia ha annunciato che parteciperà alla manifestazione che si terrà il 2 luglio a Palermo in segno di solidarietà all’equipaggio della Sea Whatch e alla capitana Carola Rachete, della quale i promotori chiedono l’immediato rilascio, così come il dissequestro della nave.

“Torniamo a fare prevalere le ragioni dell’umanità rispetto a quelle dell’odio e dei biechi interessi politici”, si legge in una nota della Cgil.

“Se le leggi non garantiscono diritti fondamentali, la solidarietà e i principi di umanità – afferma il segretario generale Michele Pagliaro- queste vanno cambiate nel rispetto dei trattati internazionali. Non possiamo consentire che il nostro paese scivoli nella barbarie, punendo come sta facendo chi salva vite umane. Il decreto Sicurezza bis – conclude – è un provvedimento contro la giustizia e non deve essere convertito in legge”.

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