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Sea Watch, la Procura della Repubblica di Agrigento apre un’inchiesta contro ignoti

La Procura della Repubblica di Agrigento ha deciso di aprire un fascicolo d’inchiesta anche sul caso “Sea Watch”. Il procuratore aggiunto Salvatore Vella, che si trova a Lampedusa per l’interrogatorio dell’armatore della nave “Mare Jonio” (durato sei ore), si sta recando in banchina dove, fra non molto, dovrebbero giungere i 18 migranti autorizzati, dal Viminale a sbarcare. Il fascicolo, che verrà aperto, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è attualmente a carico di ignoti.

LA CRONACA DELLA GIORNATA:  “Siamo a 15 miglia da Lampedusa”. Questa la comunicazione effettuata dal comandante della Sea Watch 3, Arturo Centore, che a bordo sta trasportando 65 persone soccorse in mare nella giornata di ieri, a 30 miglia dalle coste della Libia.

Il comandante  conferma di essere fuori dalle acque territoriali italiane ma all’Ansa sottolinea: “A bordo abbiamo 65 persone, alcune disidratate e alcuni bambini piccoli. Una motovedetta libica, con fare minaccioso, ci ha detto di allontanarci, non eravamo i benvenuti. Mi sono diretto verso nord anche perché le condizioni meteo sono state e sono cattive. I 65 naufraghi hanno bisogno di un porto sicuro ora, ma ancora una volta siamo soli”.

Secco il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che su Twitter scrive: “Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”.

Commento e accuse a cui è seguita la replica (raccolta dall’Ansa) del comandante della Sea Watch: “Non siamo scafisti, siamo un equipaggio di volontari. Vengono dette tante cose inesatte sul nostro conto e per questo ci tengo a parlare e dire come stanno veramente le cose”.

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