Senato, la Sicilia perde un seggio: andrà a un M5S dell’Umbria. Polemiche in Aula

L’Umbria “ruba” un seggio in Senato alla Sicilia. Una sintesi forse un po’ troppo stringata ma che certamente fotografa la situazione a Palazzo Madama dove è passata a maggioranza la soluzione voluta dalla Giunta per le Elezioni.

La Giunta, in pratica, ha deciso di assegnare il seggio in Senato al primo dei non eletti fra i Cinque Stelle che hanno corso in Umbria e l’aula del Senato, con 150 sì, 121 no e 4 astenuti, ha approvato questa conclusione.

Il caso era “scoppiato” subito dopo lo spoglio elettorale perchè il Movimento 5 Stelle, avendo ottenuto un largo consenso popolare, aveva “eletto” più senatori di quelli che erano in lista. La contestata attribuzione del seggio è stata decisa oggi con la decisione di “promuovere” una pentastellato umbra. Per la cronaca si tratta di Emma Pavanelli, prima dei non eletti in Umbria. I cinque stelle passano così da 106 a 107 senatori.

REAZIONI: Il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci ha annunciato l’invio alla Corte Costituzionale del dossier che riguarda il provvedimento che farà spostare un seggio scattato in Sicilia al listino dell’Umbria” cosa poi confermata dal presidente del Senato Alberti Casellati che ha specificato che “nella riunione dei “capigruppo è stato raggiunto un accordo all’unanimità in base al quale scriverò una lettera al presidente della Corte costituzionale, rappresentando che, su istanza del senatore Marcucci e con il consenso di tutti i gruppi parlamentari, il provvedimento e il resoconto che riguarda l’attribuzione del seggio vacate alla regione Sicilia sarà trasmesso per opportuna conoscenza”.

Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuanelli ha ricordato “al Pd che se oggi il plenum dell’Aula non è garantito è per colpa di una legge elettorale che non abbiamo fatto noi  e non abbiamo voluto noi. La Costituzione prevede che ci siano 315 senatori eletti al Senato”.

“Buuh… ohohoh…” e proteste da parte della maggioranza giallo-verde durante la dichiarazione di voto del Senatore Pd, Dario Stefano, sull’assegnazione del seggio vacante. Stefano ha parlato di  “proclamazione di un senatore che potremmo definire abusivo”, aggiungendo: “Fa tanto comodo un seggio in più alla maggioranza traballante in Senato. Questo seggio viene ottenuto mediante un atto di regime”. A quel punto, dai banchi della maggioranza sono iniziate le urla i “buuh…”.

Il senatore Pietro Grasso (Leu) sostiene che “la pretesa del Movimento 5 stelle di avere un senatore in più pescando dall’Umbria – in contraddizione con il calcolo basato sulla popolazione, che per l’Umbria prevede sette senatori, non otto – è fuori da ogni logica. L’errore del Movimento al momento delle liste, sfruttando la legittima possibilità delle pluricandidature, non può ricadere su questa Assemblea ed arrivare a contraddire la Legge elettorale e la Costituzione. L’unica soluzione in linea con la Costituzione e con i precedenti di questa Assemblea è quella di non assegnare il seggio per l’intera legislatura”.

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