Massimo Giletti

Sicilia ancora nel mirino: a “Non è l’Arena” la deludente demagogia di Giletti e Crocetta

È sembrato un ritorno al passato, un salto indietro di alcuni anni. “Non è l’arena”, la trasmissione di La7 affidata alla conduzione di Massimo Giletti ha riproposto il solito clichè di una Sicilia sporca, brutta e cattiva che scialacqua i propri soldi e soprattutto ha riproposto cifre (che a noi non risultano vere, non sono 201 milioni ma 137) per dimostrare ad esempio che l’Ars costa ogni anno più del doppio della Camera spagnola. Una trasmissione fortemente e inutilmente polemica che giunge a distanza di pochi giorni dalla “diatriba” tra il presidente dell’Ars e una troupe troppo “invadente” di La7, di cui Miccichè ha parlato diffusamente sul proprio profilo Fb.

E poi interviste per strada, sussurri e grida per dimostrare l’ormai trito rituale della Sicilia lontana dal resto del Paese. Sorprendente che a rappresentare la Sicilia sia stato chiamato Rosario Crocetta, ex presidente della Regione che certamente non passerà alla storia della Sicilia per essere stato un Governatore illuminato e che certamente non ha saputo affrontare e risolvere i tanti veri problemi della Sicilia: insomma, molte parole e pochissimi fatti.

Come del resto hanno sostenuto, presenti in studio, l’ex deputata Nunzia De Girolamo e il giornalista siciliana Giuseppe Falci che hanno contestato a Crocetta di non avere fatto nulla per risolvere i problemi del bilancio della Regione che anzi si sono aggravati durante la sua gestione contraddistinta peraltro dall’aver cambiato ben 60 assessori nell’arco del quinquennio, alcuni dei quali segnalati dai cosiddetti poteri forti.

Ma c’era proprio lui a rappresentare la Sicilia: probabilmente Giletti ha pensato di poter fare facili ascolti a fronte di scarni contenuti giornalistici, ricordando il successo di alcune puntate di analogo tema dedicate alla Sicilia con la presenza di Crocetta (allora governatore in carica). Non che la Sicilia non abbia una grande quantità di problemi, non che la Sicilia non abbia sprecato denaro pubblico in mille rivoli: ma ci saremmo aspettati finalmente una puntata costruttiva per cercare di capire le ragioni di ciò, per comprendere come mai la Sicilia è ancora 50 anni indietro rispetto al resto dell’Italia per infrastrutture importanti come strade, autostrade e ferrovie.

Ma la demagogia – interpretata con voce melensa ed espressioni facciali da angelo buono – ha prevalso ancora una volta, deludendo gran parte degli spettatori.

LE POLEMICHE POLITICHE: Domenico Bonanno, componente della direzione nazionale di Diventerà Bellissima: “È andato in onda l’ennesimo spot fazioso contro la Sicilia. La7 e Giletti la smettano di invitare chi in cinque anni ha distrutto la Sicilia, portando la nostra terra al ridicolo e per giunta senza alcun contraddittorio”. Bonanno annuncia che “si sta diffondendo in rete una raccolta firme per chiedere a La7 e Giletti di dedicare un’intera puntata alla ‘Sicilia delle eccellenze e della speranza, contro la rassegnazione e le menzogne. Noi siciliani siamo stanchi di questi continui spot faziosi e parziali, che non si limitano ad analizzare problemi dei quali anche noi siamo consapevoli, ma che diventano strumento di denigrazione e offesa nei confronti di un intero popolo. A maggior ragione se alla presenza di Crocetta che dopo cinque anni di disastri e gaffe istituzionali, farebbe bene a ritirarsi a vita privata”.

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