Sicilia, assistenza e salute mentale: spesa altissima. I sindacati: “Un disastro”

Una situazione definita “disastrosa” quella che riguarda l’assistenza nella salute mentale in Sicilia. La spesa infatti è superiore alla media nazionale ma l’efficienza del sistema non è garantita.

Oggi alla Sala Rossa dell’Ars è stata presentata un’indagine creata da sindacati e associazioni che hanno messo insieme i dati della Società italiana di Epidemiologia Psichiatrica con altri raccolti localmente. In Sicilia il numero di posti nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura sarebbe pari al 50% di quelli previsti. L’Isola è la prima regione d’Italia per trattamenti sanitari obbligatori (Tso) ma le Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) sono in numero irrisorio.

Prevalgono inoltre i posti letto residenziali – 7 ogni 10 mila abitanti- con tempi di permanenza superiori alla media nazionale (815 giorni la media italiana, 2016 giorni quella siciliana) mentre diminuiscono del 27% rispetto alla media nazionale i posti nelle strutture semi residenziali. Diminuiscono anche figure come assistenti sociali, i psicologi, i terapisti della riabilitazione.

Negli stessi dipartimenti- viene rilevato – si riscontrano nove diversi modelli di organizzazione. La conseguenza di questo è “la fine della possibilità di presa in carico multi professionale della persona che afferisce ai Dsm, modello considerato di riferimento per la cura del disagio psichico”. Sindacati e associazioni proporranno infine un questionario di valutazione Dsm che sindacati e associazioni proporranno per valutare le criticità di ogni modello organizzativo chiedendo interventi per migliorare il sistema di assistenza.

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