ars passa la legge sulla composizione delle giunte ma senza quote rosa

Sicilia, il bilancio regionale sarà un puzzle “impossibile”. Da Roma serve (molta) elasticità

Cosa farà la Regione per fronteggiare la difficile crisi sanitaria, economica e sociale provocata dal Coronavirus? Una bella domanda: la Regione siciliana, tranne che per alcune sue competenze, non può prendere alcuna iniziativa perché è lo Stato che può decidere, per esempio, di fare slittare il pagamento dei tributi, i versamenti trimestrali, il rinvio delle rate di mutuo. Il governo regionale può intervenire per i prestiti erogati dall’Irfis, dalla Crias e dall’Ircac.

La Regione, peraltro, non ha ancora approvato il bilancio di previsione per il 2020. Infatti, l’esercizio provvisorio scadrà il prossimo 30 aprile. Ci sono meno di 40 giorni di tempo, Coronavirus permettendo.

Le commissioni legislative dell’Ars, nei prossimi giorni, dovrebbero iniziare l’esame dei documenti contabili approvati dalla giunta regionale. Però, all’appello mancherebbero circa 600 milioni di euro. Non solo, ma al governo nazionale non sono state inviate le proposte di tagli per il contenimento della spesa, condizione sine qua non per ottenere di spalmare in dieci anni (anzichè tre) il disavanzo di 2 miliardi e 200 milioni.

Nei giorni scorsi è stato chiesto al ministro degli Affari regionali di rinviare questo adempimento al prossimo mese di dicembre. Il “sentiero” è molto stretto. Però, alla luce della grave crisi economica che il contagio da Coronavirus sta provocando, una maggiore elasticità alla Sicilia potrebbe essere concessa.

Finora, per la verità, i segnali non sono stati confortanti. Il decreto legge “Cura Italia”, ad esempio, non consente alle Regioni a Statuto speciale (e dunque alla Sicilia) di non pagare le rate di mutuo in scadenza, mentre è consentito alle Regioni a Statuto ordinario.

La Regione siciliana, per mancanza di risorse economiche, non ha la disponibilità per adottare misure agevolative. Sarà un miracolo se si riuscirà a fare quadrare il bilancio. Vero è che c’è ancora un’ampia fetta dei fondi europei della programmazione 2014 – 2020 che deve essere spesa, così come i vari fondi statali mai utilizzati: ma si riuscirà a farlo in questa circostanza? Se non si “sburocratizzano” le procedure, introducendo il criterio della responsabilità, sarà difficile.

CORONAVIRUS IN SICILIA, IL BOLLETTINO DEL 21 MARZO

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