irredimibile sicilia? l'analisi di fabrizio fonte

Sicilia, sei davvero irredimibile? L’analisi di Fabrizio Fonte sull’autonomia speciale

“Irredimibile Sicilia? – L’Isola e il sogno infranto della sua autonomia speciale” è l’ultimo libro del giornalista Fabrizio Fonte, presidente del “Centro Studi Dino Grammatico“. Il saggio esplora il tema molto attuale dell’autonomia regionale, sotto la lente delle prerogative statutarie – secondo l’autore – mai adeguatamente sfruttate.

Come nasce questo libro?

“Il volume è il frutto di una lunga serie di interventi pubblici che avevano come tema centrale la Sicilia ed il suo mancato sviluppo socio-economico. Mi sono reso conto che in pochi conoscevano, se non superficialmente, lo statuto autonomista siciliano e soprattutto le sue inespresse potenzialità. Ragion per cui ho ritenuto di scrivere questo testo al fine di consentire un veloce approfondimento. Ed oggi, guarda caso, il tema che impone l’agenda politica nazionale innesca delle serie riflessioni anche sulla Autonomia siciliana. La Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna stanno invocando, infatti, l’art. 116 della Costituzione (che regola i rapporti Stato-Regione), chiedendo a gran voce una maggiore autonomia sui temi quali la salute, il lavoro, l’ambiente, l’attività internazionale e l’istruzione. Mettere in campo, in un quadro di convinta coesione nazionale, le nuove autonomie del Nord e rilanciare quella siciliana, che è per certi aspetti straordinariamente attuale, potrebbe significare una nuova stagione di riforme per l’intera nazione”.

Il libro ruota intorno al valore intrinseco dello Statuto regionale: la sua attuazione è davvero sufficiente per fare ripartire l’Isola?

“È oggettivamente da sconsiderati, ed in ogni caso troppo semplicistico, affermare di sì. È evidente infatti che, rispetto al passato, ci ritroviamo ai tempi della globalizzazione e dell’integrazione tra sistemi economici e politici. Ed in questo senso anche lo Statuto, che è del 1946, ha bisogno di essere rivisto, ad esempio, in riferimento al rapporto con l’Unione Europea, che nell’immediato secondo dopoguerra neppure concettualmente esisteva, o ad un ruolo strategico nell’ambito euro-mediterraneo. Tuttavia l’autonomia differenziata, che oggi rivendicano le tre regioni del Nord-Italia, potrebbe consentire magari di attuare, ad esempio, l’art. 37 dello Statuto, che prevede che le aziende che hanno sede legale fuori dall’Isola, ma che vi operano siano tenute a pagare le imposte in Sicilia. A partire da quel 40% del petrolio che si consuma in Italia, ma che è prodotto in Sicilia. Ennesimo paradosso di una Terra che continua a barcamenarsi in una profonda, quanto inarrestabile, crisi sociale ed economica. Eppure lo Statuto siciliano avrebbe dovuto, almeno negli auspici dei padri autonomisti, garantire all’Isola delle condizioni di sviluppo di ben altra portata ed oggi, soprattutto, in linea con i parametri europei. Un atto d’accusa va, dunque, indirizzato verso quei «centri decisionali del potere» che hanno usato, in questi oltre settant’anni di “specialità” amministrativa, lo strumento autonomista in maniera fraudolenta e distorta, abusandone a loro esclusivo vantaggio e, soprattutto, a discapito degli interessi diffusi della stragrande maggioranza dei siciliani”.

La Sicilia è non è irredimibile?

“Il concetto di irredimibilità si deve far ricondurre a Leonardo Sciascia che, quando gli chiesero di trovare un aggettivo che in sé bastasse a riassumere l’Isola, rispose: «che la Sicilia è irredimibile, ma che comunque bisogna continuare a lottare, a pensare e ad agire, come se non lo fosse». Anch’io, con questo volume, mi sono posto il quesito. Se la Sicilia sia realmente irredimibile o se magari ci possano essere delle possibilità che questa Terra, invece, abbia delle condizioni di riscatto e di speranza. Ecco il perché del punto interrogativo nel titolo. Il ragionamento si dipana, ovviamente, nella storia recente della sua Autonomia, che doveva consentire all’Isola uno sviluppo di altro genere, ma che purtroppo oggi la vedono terzultima, in termini di sviluppo economico, a livello europeo, con dei tassi di natalità molto bassi ed altissimi tassi di disoccupazione e di emigrazione. Mi auguro che nel futuro, e anche abbastanza prossimo, le cose possano cambiare. Ma tutto è legato alla reale volontà della gran parte dei siciliani di variare, innanzitutto dal punto vista culturale e quindi da quello politico e sociale, per davvero le loro sorti. Tuttavia non sarà un processo semplice!”.

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