Sicilia zona arancione: l’opposizione attacca il governo regionale / REAZIONI

Dopo la decisione del governo nazionale di indicare la Sicilia come zona arancione, arrivano i commenti della politica. E se governo regionale e assessorato alla Salute si difendono, le forze di opposizione criticano duramente la linea della giunta Musumeci, ma anche il governo nazionale.

Maria Laura Paxia (deputata nazionale Movimento 5 Stelle) – “C’è molto rammarico nei cittadini siciliani, che sono delusi dall’inserimento dell’isola nella zona arancione e con la previsione, quindi, di una serie di limitazioni. Comprendo il loro punto di vista, capisco le loro preoccupazioni per le proprie attività lavorative, ma non accetto le polemiche del Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, che ha definito assurda questa scelta del Governo nazionale. Assurda, invece, è la gestione di questi ultimi mesi da parte proprio del Governatore Musumeci e del suo assessore alla Sanità, Ruggero Razza, che non hanno fatto in modo di incrementare i posti in terapia intensiva e non hanno utilizzato gli importanti finanziamenti provenienti da Roma previsti allo scopo di potenziare il sistema sanitario delle regioni italiane”.

Stefania Prestigiacomo (deputata nazionale di Forza Italia) – “Le decisioni assunte dal governo nell’ultimo Dpcm e la relativa suddivisione del Paese in tre aree, con differenziate limitazioni, lascia forte il dubbio, percepito anche dai cittadini, che le scelte siano state assunte più in via politica che sulla base di criteri oggettivi. Non si comprende, infatti, perché la Sicilia e la Campania, abbiano colori diversi, arancione la prima e gialla la seconda, che pur presenta numeri ben più allarmanti dal punto di vista della diffusione del virus e della sofferenza degli ospedali. Sappiamo, altresì, che i siciliani sapranno affrontare con senso di responsabilità le scelte pur penalizzanti e restrittive delle libertà personali per affrontare la pandemia e limitare i contagi, ma è indispensabile che il governo spieghi con la massima trasparenza e in Parlamento i criteri di scelta”.

Francesco Scoma (deputato nazionale di Italia Viva) – “Ci sono centinaia di migliaia di siciliani bloccati sull’isola, centri commerciali chiusi nei giorni di maggiori incassi, artigiani che non sanno quando potranno tornare al lavoro, bar e ristoranti costretti nuovamente a fermarsi dopo aver speso migliaia di euro per sanificare gli ambienti e rispettare le disposizioni. La situazione drammatica in cui si trova oggi la Sicilia è figlia della superficialità con la quale Musumeci e il suo assessore alla Salute hanno gestito l’emergenza sanitaria in questi mesi e che ora deve essere fronteggiata con responsabilità e concretezza per revocare la zona arancione. Serve un cronoprogramma serio per passare immediatamente al livello inferiore di restrizioni che deve innanzitutto partire da una corretta trasmissione dei dati sanitari dell’isola al ministero della Salute e dall’attivazione immediata di posti letto”.

Luca Sammartino (parlamentare di Italia Viva all’Ars) – “Siamo zona arancione per responsabilità del governatore Musumeci e dell’Assessore Razza che in questi mesi non sono riusciti ad organizzare un sistema sanitario efficiente e all’altezza della seconda ondata di Covid 19. Abbiamo perso mesi preziosi. Meno posti in terapia intensiva, nessun tracciamento, non c’è stato alcun potenziamento dell’assistenza domiciliare, proclami di Covid-free, ricerca di colpevoli in un vergognoso scaricabarile. E’ un Governo inadeguato. Inutile nascondere le proprie mancanze attaccando il Governo nazionale, la smetta lui di fare furbizie e si metta a lavoro per garantire un sistema sanitario all’altezza. Ora la zona arancione comporterà anche una crisi economica, con la perdita di numerosi posti di lavoro, la chiusura delle aziende. Per colpa dell’incapacità di questo Governo la Sicilia rischia il disastro e siamo tutti consapevoli che non possiamo permettercelo”.

Giangiacomo Palazzolo (membro del comitato promotore nazionale di Azione e sindaco di Cinisi) – “Gli ospedali al collasso, le ambulanze in coda e le persone che aspettano tamponi da settimane sono la risposta alle lagne del presidente Musumeci sulla zona arancione per la Sicilia. Non sono un sostenitore del governo Conte ma denunciare come fanno Musumeci e addirittura il presidente dell’Ars Miccichè la classificazione arancione della Sicilia come una specie di ritorsione è indice di totale scollamento dalla realtà, un infantilismo politico che in questa situazione non ci possiamo permettere. Musumeci, invece di indignarsi o di guardare a cosa accade nelle altre regioni, venga a vedere le ambulanze in coda davanti agli ospedali, forse troverà le risposte che sta cercando”.

Carmela Ella Bucalo (deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Lavoro della Camera) – “Il Sud e la Sicilia continuano a prendere schiaffi da governo e maggioranza. Dopo che l’Aula di Montecitorio ha bocciato una mozione in favore del Ponte sullo Stretto, il presidente Conte ha dichiarato Sicilia e Calabria zone ad alto rischio sanitario. Queste regioni sono sempre più abbandonate al proprio destino ed alle decisioni di un governo traballante e insicuro. Vadano a nascondersi i colleghi giallo-rossi che tengono in piedi questa maggioranza: il No Ponte, così come l’arancione della Sicilia ed il rosso della Calabria, rappresentano l’ennesima vergogna di Stato”.

Antonello Cracolici (deputato del Pd) – “Ogni giorno ci rendiamo sempre più conto dell’inadeguatezza di questo governo regionale ad affrontare l’emergenza Covid. Hanno fatto solo chiacchiere inconcludenti sugli immigrati che portavano il Covid, accumulando ritardi su ritardi nell’attrezzare un sistema sanitario in grado di reggere l’urto di una pandemia che si sta diffondendo in Sicilia come in ogni angolo del pianeta”.

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