siciliani liberi ha vinto l'astensionismo

Siciliani liberi: “Troppi astenuti perchè c’è scollamento tra i partiti e la Sicilia”

“C’è un dato clamoroso in queste elezioni europee di cui a malapena parleranno i giornali in questi giorni, ma che per noi sicilianisti è quello politicamente di maggior rilievo”. Il dato cui fanno riferimento gli esponenti di Siciliani Liberi è il 64% del primo partito siciliano, quello generato dalla somma dei voti bianchi, dei voti nulli e degli astenuti, “un dato – scrivono – che non può più essere sottaciuto o identificato come semplice disinteresse al voto”.

Secondo il movimento indipendentista, molti siciliani avrebbero disertato le urne perché non rappresentati dai partiti nazionali, essendo i partiti identitari fisiologicamente fuori dalla competizione elettorale a causa dei requisiti richiesti dall’attuale sistema elettorale europeo. “Le Isole – dicono – costrette dalla legge elettorale a dover scegliere nel cartello dei partiti italiani, si sono semplicemente rifiutate di votare”.

Quali sono le cause? “Siamo ben consapevoli che solo una piccola parte, oggi non valutabile con esattezza, ma tutt’altro che trascurabile, di questa valanga di astensioni viene proprio dal mondo sicilianista al quale la legge elettorale ha impedito di presentarsi a queste elezioni, tra i quali certamente anche i nostri elettori”.

L’astensionismo registrato sarebbe, quindi, solo il termometro che misura la febbre: “Lo scollamento tra i partiti italiani e la Sicilia è ormai totale e definitivo. […] Da oggi in poi nessun partito può dire di rappresentare legittimamente i Siciliani. La classe politica degli ascari, con questo voto minimale è stata completamente delegittimata, e la fase storica in cui, bene o male, i Siciliani delegavano loro, il loro consenso, si avvia alla conclusione”.

Ai siciliani che non si sono sentiti rappresentanti “dalla quaterna o cinquina di soggetti obbligati, più o meno tutti d’accordo nell’affossare la nostra Terra” non resta che organizzarsi. “Con questi numeri è possibile espugnare i collegi uninominali alle prossime politiche, arrivare all’ARS alle prossime regionali, liberare a uno a uno i nostri 390 Comuni”.

Concludono, quindi, con una chiamata di particolare entusiasmo rivolta ai cittadini delle Isole, rimasti indifferenti per i motivi esposti al dovere elettorale, ad impegnarsi per l’affermazione delle identità, anche statuali in senso pieno. “Da oggi, insieme ai Sardi, facciamo sì che questa rottura di fatto con il colonialismo italiano si avvii ad esserlo anche di diritto per ridare una voce a un Popolo negato. Da oggi comincia la vera liberazione della Sicilia”.

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