Sisma del Belice, 51 anni dopo. I sindaci: “Nessun passo avanti nella ricostruzione”

Una ferita ancora aperta. Sarà ricco di appuntamenti il 51° anniversario del sisma della Valle del Belice, sconvolta nella notte fra il 14 e il 15 gennaio 1968 da un terremoto di magnitudo momento 6,4 e che portò alla morte di centinaia di persone, con decine di migliaia di persone sfollate, ma ancora lunga è la strada che porta alla effettiva ricostruzione delle aree e dei comuni colpiti.

Il primo cittadino di Partanna e coordinatore dei sindaci della Valle del Belìce, Nicolò Catania lancia un duro monito sull’eredità del tragico sisma: “A distanza di un anno dalle commemorazioni tenute alla presenza del Capo dello Stato e dei rappresentanti del governo nazionale e regionale, nonostante rassicurazioni e assunzioni di impegno da parte delle istituzioni, non si registra ad oggi alcun passo avanti nel completamento della ricostruzione. Sebbene il coordinamento dei sindaci abbia perseguito con costanza l’obiettivo di ricostruire l’identità territoriale cercando di contribuire allo sviluppo economico dei centri colpiti, pur fra le mille difficoltà che amministratori locali e cittadini riscontrano quotidianamente sul territorio a causa della mancata ultimazione sia delle opere di urbanizzazione primaria che di edilizia privata, la situazione è a un punto di stallo. E a nulla sono valsi gli energici tentativi di trovare soluzioni emendative”.

Catania nel suo intervento sottolinea: “Nonostante tutte le sollecitazioni e le prese di posizione si arriva a un punto oltre il quale gli strumenti a disposizione degli amministratori non sono più sufficienti, anzi risultano impotenti senza l’intervento delle istituzioni nazionali. Ed è per questo che, pur nel rispetto delle gravi tragedie che in questi mesi hanno colpito molte parti d’Italia, un paese fragile di fronte a catastrofi naturali che purtroppo si susseguono con cadenza regolare, non possiamo restare in silenzio né lasciare che si perda tutto ciò che di buono è stato fatto in questa terra”.

Gli eventi previsti per le commemorazioni del 51esimo anniversario avranno il proprio apice nelle giornate del 14 e 15 gennaio: giorno 14 alle ore 19 a Montevago è prevista una fiaccolata in ricordo delle vittime del sisma con arrivo ai ruderi del vecchio centro abitato; mentre alle ore 18 alla biblioteca comunale di Menfi sarà presentato il libro di Nino Bondì “Menfi 1968 Cronache del terremoto”. Il 15 gennaio a Salaparuta verrà inaugurata alle ore 10 la mostra fotografica “1968 – Terremoto nel Belìce: immagini e documenti 51 anni dopo”, mentre a Gibellina (alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa) alle ore 16,00 la sala Agorà verrà intitolata allo scrittore Leonardo Sciascia. A Menfi invece il 15 gennaio alle 17,00 si terrà una celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre e alle 18,30 i rintocchi della “Campana della memoria” di Stefan Calarasanu in piazza Vittorio Emanuele ricorderanno le vittime del terremoto. Il 26 gennaio, alle ore 17, invece, l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro presiederà la messa per la riapertura al culto della chiesa Madre a Sambuca di Sicilia.

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