“Sistema Saguto”, i giudici di Caltanissetta sono entrati in camera di consiglio

I pm hanno chiesto la condanna a 15 anni e 4 mesi per Silvana Saguto e pene pesanti anche per gli altri imputati del processo. Ora la parola passa ai giudici del tribunale di Caltanissetta che sono entrati in camera di consiglio nella tarda mattinata, dopo una breve replica dell’avvocato Sergio Monaco, legale dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, per emettere la sentenza di un processo che va avanti da quasi tre anni.

È il cosiddetto processo sul cosiddetto “Sistema Saguto”, anni di presunti illeciti nella gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia con protagonisti, secondo l’accusa, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, alcuni suoi familiari, amministratori giudiziari, docenti universitari, un colonnello in servizio alla Dia e l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo.

Saguto, che è stata radiata dalla magistratura, è accusata di associazione a delinquere, corruzione, falso e abuso d’ufficio. Per l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, che avrebbe ricevuto incarichi milionari in cambio di denaro e favori, la richiesta è 12 anni e 3 mesi; per il marito della Saguto, Lorenzo Caramma la richiesta è 9 anni.

L’inchiesta prese avvio da accertamenti sulla gestione di una concessionaria di auto sequestrata alla famiglia Rappa di cui era amministratore giudiziario l’avvocato Walter Virga, figlio di Tommaso Virga, magistrato ed ex componente del Csm. La Procura di Palermo, visto il coinvolgimento di giudici del capoluogo, trasmise gli atti a Caltanissetta.

Per la vicenda stati processati separatamente, col rito abbreviato, il giudice Fabio Licata condannato in appello a 2 anni e 4 mesi per falso, trasferito da Palermo per incompatibilità ambientale, e Tommaso Virga che è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio.

LE ALTRE RICHIESTE DEI PM: Per il professor Carmelo Provenzano, docente all’Università Kore di Enna, secondo l’accusa altro amministratore giudiziario favorito dalla Saguto, sono stati chiesti 11 anni e 10 mesi; 6 anni per l’ex prefetto Francesca Cannizzo, accusata di concussione in concorso; 2 anni e 6 mesi per l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte, accusato di avere dato un incarico a un amico; 10 anni e 11 mesi per l’amministratore giudiziario Roberto Nicola Santangelo; 2 anni per l’avvocato Walter Virga, a cui fu affidata la gestione del patrimonio milionario degli imprenditori Rappa; 6 mesi per Emanuele Caramma, figlio della Saguto che si sarebbe fatto scrivere la tesi di laurea dal professor Provenzano; 4 anni e 4 mesi per il docente universitario Roberto Di Maria; 5 anni per Maria Ingrao, moglie del professor Provenzano; 4 anni e 6 mesi per Calogera Manta, cognata di Provenzano; 8 anni e un mese per il colonnello della Dia Rosolino Nasca.

La Procura ha chiesto l’assoluzione per Vittorio Pietro Saguto, padre dell’ex magistrato, accusato di aver riciclato il denaro illecito intascato dalla figlia e per l’amministratore giudiziario Gabriele Aulo Gigante.

 

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