Cappellano seminara nuovamente interrogato dal pm a caltanissetta

“Sistema Saguto”, il pm: “A Cappellano Seminara furono liquidate parcelle gonfiate”

La nuova udienza del processo al “sistema Saguto”, occupata dalla requisitoria del pm Claudia Pasciuti, è stata dedicata a una parcella da un milione di euro relativa all’amministrazione di alcune società di Michele Aiello che l’ex presidente della sezione misure di prevenzione autorizzò a liquidare in favore di Gaetano Cappellano Seminara.

La Pasciuti ha fatto riferimento alle dichiarazioni del commercialista Andrea Dara, tra i principali testi dell’accusa, che per anni – fino al 2008 – ha collaborato con Cappellano Seminara in  buona armonia. I rapporti cominciarono a deteriorarsi in seguito perchè, secondo Dara, l’avvocato aveva la smania di accaparrarsi il maggior numero possibile di amministrazioni giudiziarie.

Secondo il commercialista, il numero di incarichi che Cappellano Seminara riceveva gli impediva di seguire adeguatamente le delicate questioni delle aziende sanitarie di Aiello, poi etichettato come il “re della Sanità”. Nel novembre 2011 Cappellano Seminara inviò quattro notule a Dara relative a quelle che ritenevano essere le sue spettanze, circa un milione di euro, per aver seguito delle questioni legali per l’amministrazione Aiello.

Dara si oppose, denunciando che quella parcella era gonfiata. Nel febbraio 2012 Cappellano Seminara, viste le resistenze di Dara, scrisse direttamente alla Saguto chiedendo il riconoscimento di quanto gli spettava. Nonostante i rilievi mossi da Dara il 12 aprile 2012 la Saguto emise il decreto di liquidazione da 1 milione di euro”.

“La clinica Villa Santa Teresa, all’epoca in difficoltà economiche e finanziare – ha ricordato la Pm -, a quel punto fu costretta a dismettere delle obbligazioni poiché Gaetano Cappellano Seminara rifiutò il pagamento proposto che consisteva in 400 mila euro in sei mesi e il resto dilazionato in 12 e 18 mesi. La Saguto dispose anche la dismissione dei titoli. Quella liquidazione di un milione e 71 mila euro era chiaramente esosa, Dara disse ‘cosa potevo fare? Ero sostanzialmente isolato, la giudice Saguto aveva una coesione forte con Cappellano Seminara. Lui sollecitava compensi per processi fotocopia, aveva cambiato solo l’intestazione della società, il resto dell’atto era identico’”.

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