Soldi per garantire la sepoltura al cimitero, arrestato l’ex direttore dei Rotoli

È stato arrestato l’ex direttore del cimitero dei Rotoli di Palermo, Cosimo De Roberto, accusato di corruzione e concussione. Nei suoi confronti è stata firmata una ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari in riferimento all’emergenza sepolture che da mesi tiene banco a Palermo.

Le indagini sono state coordinate dalla procura. L’attività investigativa si è sviluppata dopo che, lo scorso mese di febbraio, erano stati notificati 10 avvisi di garanzia ed erano state eseguite diverse perquisizioni, sia al Cimitero di Santa Maria dei Rotoli che in alcune abitazioni dei soggetti indagati.

In particolare, è stato accertato che De Roberto, dietro il pagamento di somme di denaro non dovute (fino ad 800 euro), si sarebbe adoperato per trovare sepolture, senza osservare il rigoroso ordine cronologico imposto dai regolamenti cimiteriali. E’ stata, inoltre, evidenziata la gravissima situazione di degrado del cimitero, al cui interno le salme in attesa di sepoltura rimangono in giacenza per diversi mesi, causando problemi sotto il profilo igienico-sanitario. Fino ad oggi le bare da seppellire sono oltre 500.

Cosimo De Roberto, secondo quanto scrive il gip Filippo Serio, era in difficile condizione economica e avrebbe accettato un prestito non quantificato dall’impresario di onoranze funebri Nunzio Trinca. Due i casi accertati di mancata osservanza del criterio cronologico, contestati a Trinca a anche al fioraio Rosolino Lo Cicero. Pagando 800 e 400 euro i parenti di due defunti avrebbero avuto una corsia preferenziale.

Ci sono “dei gruppi di dipendenti comunali del cimitero cittadino di Santa Maria dei Rotoli, – si legge nell’ordinanza – i quali, agendo tra loro con la medesima comunanza di intenti, gestivano in maniera del tutto illecita l’effettuazione di numerose operazioni cimiteriali rendendosi quindi responsabili di condotte penalmente rilevanti”. I militari hanno seguito i lavoratori della Reset tra i viali del cimitero e in un episodio riportato nell’ordinanza, i carabinieri hanno visto donne che consegnavano soldi al seppellitore Alfonso Intravaia, mentre Girolamo Ingrassia, un altro dipendente, scaricava quatto casse di zinco dai furgoni.

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