“Sorella sanità”, concessi i domiciliari all’imprenditore Salvatore Manganaro

Si era “pentito”, raccontando ai magistrati particolari importanti che hanno alimentato l’inchiesta “Sorella sanità”: adesso l’imprenditore Salvatore Manganaro, agrigentino, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Nelle ultime dichiarazioni ai pm messe a verbale ha fra l’altro ammesso di avere ricevuto una tangente di 50 mila euro e ha meglio precisato una serie di episodi che inizialmente erano stati esposti in modo più confuso o poco esaustivo.

Manganaro il 21 maggio era stato arrestato insieme ad altre nove persone, tra faccendieri, imprenditori e manager della sanità, coinvolti in un giro di mazzette per l’aggiudicazione di appalti per 600 milioni di euro per il quale ci sono complessivamente 23 indagati. Per il Gip di Palermo, Claudia Rosini, l’imprenditore “ha proceduto a una rivisitazione critica delle sue condotte e rescisso il legame con l’ambiente”. Per chi non chiederà di sottoporsi al rito abbreviato, l’udienza è prevista per l’1 febbraio 2021.

Nell’inchiesta “Sorella Sanità” uno dei personaggi chiave è Fabio Damiani (nella foto), ex manager dell’Asp di Trapani, l’unico degli indagati ancora in carcere. Secondo quanto riferito da Manganaro, Damiani percepiva una “mazzetta” di 10.000 euro al mese. L’inchiesta ruota attorno a quattro gare d’appalto indette nel 2016 dalla Centrale unica di committenza siciliana e dall’Asp 6 di Palermo.

Nell’inchiesta sono coinvolti, oltre a Damiani, anche l’ex direttore dell’Asp 6 di Palermo Antonio Candela, il faccendiere Giuseppe Taibbi, l’amministratore delegato della Tecnologie sanitarie Roberto Satta, il responsabile per la Sicilia della Siram Angelo Montisanti, il manager della stessa società Roberto Di Stasio, il “referente occulto” dell’azienda Fer.Co Ivan Turola, Salvatore Navarra della società Pfe.

DROGA E TELEFONINI ALL’UCCIARDONE: CINQUE ARRESTI

BARBAGALLO (PD): “MUSUMECI PRESIDENTE INADEGUATO”

TIZIANA DRAGO LASCIA IL M5S AL SENATO

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI