Fusaro

Europeismo o sovranismo? Il filosofo Fusaro a Barcellona parla del futuro dell’Italia

Il 13 aprile a Barcellona Pozzo di Gotto, il giovane filosofo Diego Fusaro interverrà ad un incontro in tema di europeismo e sovranismo, oltre la dicotomia destra – sinistra, organizzato dall’associazione di promozione sociale Aria Nuova.

Diego Fusaro è l’anima dell’associazione “Interesse nazionale”, la cui impostazione politica ruota intorno a quanto sintetizzato dalla frase di Antonio Gramsci “Il punto di partenza è nazionale” e che invita al superamento tanto del nazionalismo quanto del globalismo. Nel manifesto del movimento di pensiero sviluppatosi in seno alla stessa, ai conflitti storici viene opposto un conflitto del tutto nuovo che va delineandosi “nel quadro del nuovo ordine planetarizzato post-1989”: i dominanti sono costituiti dall’aristocrazia finanziaria, mentre i dominati sono i precari, soggetti ad una “flessibilizzazione integrale delle condizioni lavorative, delle norme esistenziali e, più in generale, dell’intero mondo della vita”.

Preso atto di ciò, “l’interesse nazionale è la reazione culturale, economica, monetaria e politica all’interesse mondialista dell’aristocrazia finanziaria sans frontières”. Ci si chiede, quindi, come si pongano, all’interno di questo paradigma le istanze identitarie e/o autonomiste locali, ora che nel dibattito nazionale, al netto dei ‘distrattori’ strumentali, si staglia preponderante la questione dell’autonomia regionale, richiesta dalle maggiori Regioni del nord, in attuazione al dettato costituzionale.

In questa volontà, figlia comunque di un percorso culturale e politico che, soprattutto per il Veneto, affonda le sue radici nella storia, i partiti di centro e di sinistra primariamente, ravvisano il rischio di acuire le differenze già esistenti tra il nord e il sud del Paese. Aspetto su cui, ad esempio, il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, più volte ha messo in guardia, bocciando gli ardori degli autonomisti e addirittura spiegando – ma forse era più una speranza – come il Governo giallo-verde potesse “cadere sull’Autonomia”.

Dall’evento, che vedrà come moderatore l’on. forzista Tommaso Calderone e l’avv. Giuseppe Sottile, ci si aspettano letture, secondo la visione filosofica e secondo quella politica, di due interrogativi chiave. È davvero esautorata l’esperienza della storica contrapposizione tra destra e sinistra? È possibile un sovranismo “regionale”?

Il tutto anche al fine di trovare gli ingredienti giusti per la ripartenza regionale, di una regione che registra un tasso di emigrazione giovanile ai massimi storici e a corollario reazioni politiche del tutto flebili. Sarà anche per questo che al Sud la Lega raccoglie un favore politico inaspettato e forse davvero insperato, lontani i tempi del folklore borgheziano contro il meridionale, nella dialettica del primo Carroccio, descritto come lo scansafatiche per definizione. Il giornalista Marcello Veneziani scrive che, riconoscendo un enorme consenso a Salvini, “il sud non chiede alla Lega un trattamento da meridione, non solleva la questione meridionale ma – appunto – la questione nazionale riguardo all’Europa e riguardo agli sbarchi dal sud del mondo”.

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